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Dws, growth e value per gli investimenti del 2019

06 dicembre 2018 · Livia Caivano · 5 min

  • La crescita per gli Stati Uniti per il 2019 è prevista del 2,4%

  • In Europa, dell’1,6% – l’Italia rischia di andare in negativo

La crescita dell’economia mondiale è in rallentamento ma nel 2019 le occasioni di investimento non mancheranno. In occasione della presentazione dell’outlook Dws per il prossimo anno, abbiamo chiesto al country head Mauro Castiglioni, quali sono le strategie da adottare.

Sei mesi fa credevamo che la crescita dell’economia fosse non solo sostenuta ma anche stabile. Oggi sappiamo che così non è. Ma secondo Dws non c’è da preoccuparsi.  “Siamo in una fase matura ma non di rischio o di recessione”, precisa subito Mauro Castiglioni, country head. Se le aspettative per il 2018 erano molto positive, per il 2019 le prospettive di crescita sono senza dubbio “più contenute sia in Europa che in America. Nel caso degli Stati Uniti parliamo del 2,4%, per l’Europa dell’1,6%”. Il rischio che l’Italia resti il fanalino di coda dell’Europa è sempre più alto: “potrebbe anche andare al di sotto dell’1%”. Rimane comunque il fatto, che la crescita mondiale “resta rotonda”, grazie anche alla Cina “che dovrebbe crescere ancora del 6% e l’India dell’8%”. Non solo Europa e Usa quindi, ma sono diverse le economie che a livello mondiale “permettono di mantenere gli indicatori di crescita del gdp mondiale ancora di comfort”: non si può quindi (ancora) parlare di rischio di recessione. Non ci sono dubbi che l’economia “sia in una fase matura, ma dopo nove o dieci anni di crescita un rallentamento è accettabile”.

Growth vs Value

“Ovviamente – per il 2019 – ci aspettiamo un ulteriore aumento della volatilità”, prosegue Castiglioni. Per non rischiare di rimanere scottati, “dovremo diventare più selettivi nella scelta delle aziende in cui investire”, puntando sui fondamentali. “La logica è quella di mantenere un approccio value per le aziende che hanno utili con potenziale di crescita intorno al 5% e sono quindi in grado di regalare ancora ottimi dividendi”, una rarità a questo livello di tassi di interesse. “Dovremo poi abbinare aziende innovative, growth oriented. Il mix di queste due possibilità può garantire ancora dei buoni ritorni – anche se single digit, sotto il 10%, significativi se si confrontano con i rendimenti degli azionari, ancora molto contenuti”.

foto di Mauro Castiglioni per il 2019
Mauro Castiglioni - country head Dws

Obbligazionario governativo

“Il mondo dei treasury americani a due anni oggi – risk adjusted – rappresenta un investimento interessante, visto che abbiamo rendimenti che si avvicinano al 3%”. Altrettanto non si può dire nel caso dei btp italiani. “Quando diciamo che gli italiani hanno una quota investita in titoli di Stato molto contenuta”, che si aggira intorno al 6 o 7%, “ci riferiamo alla quota che hanno investito direttamente ma in questi anni la delega verso il risparmio gestito”, quindi principalmente fondi e compagnie assicurative, “è molto cresciuta: all’interno di questi portafogli, i btp sono ovviamente ben presenti”. Certamente la volatilità del mercato primario ha colpito anche i rendimenti di questa asset class, “ma rimangono sempre decisamente interessanti e più elevati rispetto a quelli di altri titoli di stato europei”. La view Dws è di mantenere le nostre posizioni, almeno “finchè le agenzie di rating mantengono questo livello di investment grade per l’Italia”. Finchè il rating non scenderà al di sotto della soglia di rischio consentita dalle regole interne di investimento di portafoglio, i btp non verranno liquidati, ma con un accortezza: “strategicamente abbiamo comunque preferito muoverci verso le scadenze brevi, così da non essere forzati in nessuna scelta”.

Livia Caivano
Livia Caivano