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Banche e reti, ai neo papà fino a 28 giorni di congedo. Ecco dove | WeWealth

Banche e reti, ai neo papà fino a 28 giorni di congedo. Ecco dove

Rita Annunziata
2.11.2023
Tempo di lettura: 3'
We Wealth ha condotto un’inchiesta su 10 banche e reti di consulenza, analizzando non solo i giorni di congedo retribuito riconosciuti ai neo papà ma anche le principali iniziative adottate a sostegno della genitorialità

I papà italiani hanno diritto di astenersi dal lavoro per 10 giorni lavorativi, dai due mesi precedenti alla data presunta del parto ai cinque successivi alla nascita del bambino

I neo papà di Crédit Agricole Italia possono usufruire di 10 giorni aggiuntivi di congedo retribuito al 100% rispetto ai 10 previsti dalla legge, che diventeranno 18 dal 2024

Intesa Sanpaolo prevede il riconoscimento di un’integrazione economica del 10% della quota retribuita prevista per legge per i congedi parentali

Il caso Barilla torna a far riflettere sulla natalità e, più nel dettaglio, sulle misure a favore dei neo genitori. La multinazionale ha recentemente annunciato l’intenzione di garantire ai propri dipendenti, a prescindere da loro genere, 12 settimane di congedo retribuito al 100%. La misura entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024 e si estenderà alla totalità degli 8.700 lavoratori dell’azienda, a meno di standard legislativi locali più vantaggiosi. A differenza di molti altri paesi (in Europa e nel mondo) i papà italiani hanno infatti diritto di astenersi dal lavoro unicamente per 10 giorni lavorativi, nel periodo che va dai due mesi precedenti alla data presunta del parto ai cinque successivi alla nascita del bambino. Solo per i parti plurimi, la durata del congedo sale a 20 giorni. We Wealth ha condotto un’inchiesta su un campione di 10 operatori tra banche e reti di consulenza - Intesa Sanpaolo, Unicredit, Crédit Agricole Italia, Credem, Banco Bpm, Bcc Banca Iccrea, Chebanca!, Banca Widiba, Fideuram Ispb e Banca Mediolanum - analizzando non solo i giorni di congedo retribuito riconosciuti ai neo papà ma anche le principali iniziative adottate a sostegno della genitorialità


Come funziona il congedo di paternità

“Il decreto legislativo 105/2022, che ha modificato il Testo unico sulla maternità e paternità (dlgs. 151/2001), ha introdotto l’articolo 27 bis che disciplina il congedo di paternità obbligatorio”, spiega Jacopo Moretti, partner di Trifirò & Partners Avvocati. “La legge prevede che il padre lavoratore abbia diritto ad astenersi dal lavoro per 10 giorni lavorativi, non frazionabili a ore e utilizzabili anche in via non continuativa nell’arco temporale dai due mesi precedenti alla data presunta del parto ai cinque mesi successivi”, conferma l’esperto. Il lavoratore che usufruisce del congedo non può essere licenziato per motivi organizzativi fino al compimento di un anno di vita del bambino, aggiunge Moretti. Una novità importante perché, prima del 2022, l’unica ipotesi in cui poteva verificarsi questa casistica era il cosiddetto congedo di paternità alternativo, ovvero il congedo che il padre fruisce al posto della madre in caso di impossibilità della madre ad accudire il figlio perché affetta da grave malattia o deceduta dopo il parto, di abbandono del minore da parte della madre o affidamento esclusivo al padre.


“Poi, bisogna analizzare cosa prevedono i contratti collettivi e i contratti aziendali integrativi”, interviene Moretti. “L’art. 63 del Contratto collettivo nazionale dei bancari prevede che, durante il congedo di maternità, alla lavoratrice compete il trattamento economico in misura pari alla retribuzione goduta in servizio, nel limite massimo di cinque mesi. Quindi, se l’ente previdenziale non eroga tutto il trattamento retributivo, la banca deve integrare in modo che si arrivi a garantire il 100% della retribuzione alle lavoratrici. Questo vale anche per i papà, nella misura in cui siano loro a fruire del cosiddetto congedo di paternità alternativo”. Quanto alle reti di consulenza, continua l’avvocato, talvolta trova applicazione l’Accordo economico collettivo del commercio. In tal caso, l’art. 10 del suddetto accordo prevede la sospensione del rapporto di agenzia fino a 12 mesi, su richiesta dell’agente o rappresentante, all’interno dei quali deve considerarsi la data del parto. In altre parole, cita l’articolo, durante tale periodo “la casa mandante si asterrà dal procedere alla risoluzione del rapporto”. Tale disposizione si applica anche in caso di adozione o affidamento del minore. Nei casi di interruzione della gravidanza, invece, il rapporto potrà restare sospeso per un massimo di cinque mesi.


I congedi ai neo papà delle banche italiane

Guardando alle banche italiane che hanno preso parte all’analisi, un caso emblematico è quello di Crédit Agricole Italia. A partire da quest’anno, infatti, i neo papà dell’istituto possono usufruire di 10 giorni aggiuntivi di congedo retribuito al 100% rispetto ai 10 previsti dalla legge, che diventeranno 18 dal 2024, per un totale di 28 giorni. A prevedere la possibilità di fruire di ulteriori 10 giorni di congedo parentale sono anche Intesa Sanpaolo e Unicredit, mentre Banco Bpm concede tre giorni aggiuntivi. Oltre al congedo parentale, dal 2019 Crédit Agricole ha attivato “Lifeed maam&papà”, un programma formativo dedicato ai neo genitori con figli fino a tre anni di età; dal 2016 è inoltre attivo “4Parents”, programma rivolto sia ai futuri che ai neo genitori che hanno bisogno di conciliare famiglia ed esigenze lavorative, cui si affiancano anche due iniziative di supporto psicologico. Da quest’anno il gruppo ha infatti messo a disposizione dei lavoratori psicologi esperti e care manager capaci di supportare chi ricerca soluzioni socioassistenziali personalizzate, mentre fin dal 2013 è attivo il “Numero verde benessere”, un servizio gratuito di ascolto e consulenza psicologica telefonica dedicato ai lavoratori e ai loro familiari. Infine, ai figli dei dipendenti viene donato un libretto di deposito di risparmio a loro intestato del valore di 100 euro, senza dimenticare il nido aziendale (“Caribimbi”) e la piattaforma welfare che offre a condizioni vantaggiose babysitter e soluzioni di risparmio e cura per figli e genitori.


Tornando a Intesa Sanpaolo, per i padri si prevede il riconoscimento di un’integrazione economica del 10% della quota retribuita prevista per legge per i congedi parentali. “Nel 2022 sono stati sottoscritti due accordi sindacali che rafforzano l’inclusione e le pari opportunità, estendendo le previsioni a tutela della genitorialità alle unioni civili, alle unioni di fatto e a favore dei figli del coniuge”, fanno sapere dalla banca. “In questo ambito sono stati introdotti uno specifico congedo straordinario retribuito in occasione della nascita e un congedo straordinario facoltativo per le necessità di assistenza dei figli del coniuge, dell’unito civilmente o del convivente, fruibile entro il compimento del dodicesimo anno di età con un trattamento economico pari al 40% della retribuzione a carico del gruppo”. Tra gli interventi a tutela della maternità e della paternità, Intesa Sanpaolo ha inoltre istituito un servizio di asili nido aziendali a Firenze, Milano, Moncalieri, Napoli, Torino, Brescia e Bergamo oltre a una rete di asili nido in convenzione lungo l’intero territorio nazionale. Da quest’anno è previsto poi un contributo welfare da 120 euro per ciascun figlio fiscalmente a carico dalla nascita fino al 24esimo anno di età, come versamento sulla posizione di previdenza complementare a suo nome; lo stesso contributo vale anche nei casi di ingresso in famiglia del minore in affidamento.


Unicredit, oltre a prevedere un ulteriore congedo di 10 giorni retribuito al 100% dell’azienda entro cinque mesi dalla nascita del bambino o della bambina, ha dispiegato a sua volta una serie di iniziative a beneficio di entrambi i genitori, come l’estensione ai figli della copertura sanitaria integrativa. Sono previsti poi permessi per malattia dei figli, che variano in relazione all’età dei bambini, permessi per l’inserimento a scuola e permessi dedicati ai genitori con figli con bisogni educativi speciali. In più, la banca ha costruito un percorso di welfare che accompagna i genitori nelle varie fasi della loro crescita, come seminari online per gestire preoccupazioni e cambiamenti e un programma di apprendimento sulle competenze digitali per aiutare a crescere al meglio i propri figli nell’era di internet, dei touchscreen e dell’intelligenza artificiale. C’è poi Banca Iccrea, che ha sviluppato dei webinar di sensibilizzazione per incentivare la genitorialità condivisa e percorsi formativi di self coaching indirizzati ai genitori, o Chebanca! che offre 30 ore di permesso per l’inserimento al nido o alla scuola materna per le neo mamme e i neo papà.


Credito Emiliano prevede un giorno di permesso da utilizzare in coincidenza del giorno della nascita o nel primo giorno lavorativo successivo a esso, in aggiunta a quanto previsto per legge. Inoltre, garantisce ai papà ulteriori cinque giorni aggiuntivi per ogni anno di vita del bambino o della bambina fino ai due anni di età, retribuiti al 100% e utilizzabili anche a ore. Senza dimenticare il Bonus bebè, un’erogazione una tantum pari a 1.000 euro lordi che potrà essere richiesta in occasione della nascita del figlio. In caso di parto gemellare, tale importo raddoppia. “Se entrambi i genitori sono dipendenti del gruppo, la somma viene erogata a entrambi per metà importo ciascuno”, spiegano dalla banca. Il bonus erogato dall’azienda non coincide con i bonus attualmente riconosciuti dall’Inps, per i quali occorre fare specifica richiesta direttamente all’ente. Sono inoltre previsti dei focus group dedicati ai papà per trattare le seguenti tematiche: “Sto per diventare papà”; “I primi mesi di vita del bambino. Siamo cambiati?”; “Il mio bambino sta crescendo. Come sta evolvendo la nostra relazione?” e infine “La coppia e la genitorialità”.


Congedi parentali: come funziona per i consulenti

Passando alle reti di consulenza, in relazione ai dipendenti Fideuram - Intesa Sanpaolo private banking si allinea alla normativa di gruppo, garantendo dunque 10 giorni aggiuntivi di congedo retribuito al 100%. Per quanto riguarda i consulenti finanziari delle reti che svolgono attività di lavoro autonomo, Fideuram Ispb fa sapere che “in qualità di liberi professionisti hanno la possibilità di organizzare la loro attività e gestire in autonomia il loro tempo. Questo consente loro di valutare quando e quanto tempo dedicare alla famiglia, alla professione e ai propri interessi personali. La flessibilità che ne deriva è ideale per gestire la genitorialità sia per i papà, sia per le mamme”. Le reti Fideuram - Intesa Sanpaolo private banking applicano inoltre l’art. 10 dell’Accordo economico collettivo del commercio di cui discusso in apertura dell’articolo.


I consulenti finanziari di Banca Mediolanum hanno la possibilità di cedere temporaneamente il portafoglio a un collega ma la rete guidata da Massimo Doris dichiara che, trattandosi di imprenditori, nessuno usufruisce al momento di questa possibilità. “Un servizio apprezzatissimo dai nostri dipendenti è l’asilo nido aziendale per bambini da tre mesi a tre anni”, scrivono. “La retta mensile è a carico per metà al/alla dipendente, mentre l’altra metà la paga l’azienda. L’asilo nido è aperto tutto l’anno dalle ore 8.30 alle ore 18.30 dal lunedì al venerdì (festività infrasettimanali incluse). Nei mesi di luglio e agosto l’azienda offre inoltre servizi educativi a supporto dei dipendenti per bambini in età compresa tra i tre e gli otto anni”. 


In Banca Widiba si applica infine il contratto di agenzia della banca, che prevede termini più favorevoli rispetto all’Accordo economico collettivo del commercio. “Qualora ci siano delle situazioni di temporaneo impedimento nelle attività, il consulente finanziario può darne comunicazione alla banca, richiedendo allo stesso che la clientela venga assistita temporaneamente da un collega”, spiegano a We Wealth. Al termine del periodo, la clientela sarà nuovamente riassegnata al consulente originario. In più, i consulenti hanno la possibilità di farsi affiancare dai colleghi, costituendo un contratto di team con un altro consulente finanziario della banca. L’attivazione del “Team partnership” tutela il consulente finanziario anche dal punto di vista provvigionale e può essere avviato in caso di collaborazione con un collega per il supporto e l’assistenza nella gestione del portafoglio della propria clientela.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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