Il rialzo dell'inflazione non deve fare paura

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
25.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Aspettative di inflazione a rialzo, ma sotto controllo. E’ però bene iniziare a strutturare i portafoglio per essere in grado di affrontare il futuro incremento dei prezzi. Come preparare il proprio portafoglio
Dopo anni di inflazione ben al di sotto della soglia target del 2%, il 2021 potrebbe vedere la ripresa dell'indice dei prezzi al consumo, grazie all'aumento previsto della spesa per consumi, la dislocazione delle catene di approvvigionamento e la creazione di nuova moneta da parte delle banche centrali.
Secondo i dati pubblicati dalla Federal Reserve statunitense, nel 2020 è stato stampato circa un quinto di tutti i dollari Usa in circolazione. “Si tratta di forti forze inflazionistiche che, insieme a un improvviso aumento della spesa, possono portare a un aumento dei prezzi” sottolinea Yoram Lustig, Head of Multi-Asset Solutions, Emea, T. Rowe Price.
La discriminante del quadro resterà però l'azione dei singoli governi che, concedendo sostegni diretti a cittadini e imprese, potrebbe accelerare la domanda retail e corporate.
In un contesto così delineato, precisa Lustig, “gli investitori dovrebbero considerare di adeguare i propri portafogli per prepararsi a questo potenziale cambiamento”.

Fattori pro e contro inflazione


La pandemia ha portato con sé un incremento dei risparmi accumulati nelle più grandi economie del mondo. Secondo Bloomberg si tratta di 2,9 mila miliardi di dollari extra accantonati durante i lockdown. A fronte di pacchetti mostre di stimolo fiscale (tra cui quello approvato recentemente dall'Amministrazione Biden, pari a 1,9 mila miliardi di dollari), “i consumatori dovrebbero uscire dalla pandemia con un notevole eccesso di risparmio, una buona base dalla quale attingere una volta che saranno in grado di spendere in sicurezza dopo l'implementazione del piano vaccinale”.
Altri due fattori premono a rialzo sull'inflazione: l'aumento del prezzo del petrolio registrato nella prima metà di marzo e delle materie prime (anche agricole), generato da un incremento della domanda, e l'interruzione delle catene produttive. Da notare come molti dei fattori inflazionistici possano essere transitori.
Al contempo, influiscono sull'inflazione alcune forze deflazionistiche secolari, tra cui l'invecchiamento demografico, la disruption tecnologica e la globalizzazione, sebbene con un effetto minore rispetto al recente passato.
“Per valutare le aspettative di inflazione, gli investitori possono confrontare i rendimenti dei titoli di Stato con i rendimenti dei titoli di Stato indicizzati all'inflazione con la medesima scadenza”. Si ottiene così il tasso di pareggio, che indica le aspettative del mercato del reddito fisso per il tasso annuo di inflazione nel decennio successivo con obbligazioni con scadenza a 10 anni.
Sebbene i tassi di inflazione previsti rimangano relativamente modesti, è interessante notare come i livelli di inflazione attesi in Germania non siano mai stati così alti da novembre 2018; negli Stati Uniti, da giugno 2014; nel Regno Unito, da oltre un decennio. Nel dettaglio, aggiunge l'esperto di T. Rowe Price, “ci aspettiamo un'inflazione più elevata negli Stati Uniti che in Europa”, ove la risposta dei governi è più farraginosa rispetto a quella statunitense.

Come investire col rialzo dell'inflazione


Alla luce di quanto illustrato, alcuni investimenti potrebbero beneficiare più o meno direttamente di un rialzo dell'inflazione.
“Queste attività includono tipicamente azioni value, small cap e azioni dei mercati emergenti. Nell'ambito del reddito fisso” conclude l'esperto, “i titoli di Stato indicizzati all'inflazione e i prestiti a tasso variabile, ove consentiti, possono essere opzioni interessanti. Anche i beni reali, tra cui quelli che includono risorse naturali e azioni immobiliari e REIT (fondi comuni di investimento immobiliare), sembrano essere buone alternative”.

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