La Cina punta sull'innovazione: c'è ben altro oltre alle big tech

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
6.9.2021
Tempo di lettura: 3'
In mezzo alla recente stretta normativa della Cina che mira a contenere lo strapotere dei colossi dell’online (tra le altre, la limitazione degli algoritmi usati dalle big dell’e-commerce), a farla da padrona è ancora una volta la spinta verso la supremazia tecnologica
Porre un freno all'accelerazione dei giganti della tecnologia, al contempo promuovendo le aziende più piccole che fanno dell'innovazione il loro focus. È questa la strategia della Cina, che punta a far crescere la propria economia, ponendo l'attenzione alle aziende più piccole, ma ad alto potenziale competitivo.

A confermare la strategia, l'annuncio del presidente Xi Jinping del 3 settembre 2021 riguardo la creazione di una nuova borsa valori a Pechino, la terza del paese dopo quella della capitale finanziaria Shanghai e dell'hub tecnologico di Shenzhen, con un focus sulle aziende più innovative e orientate ai servizi. La sua realizzazione, ha proseguito il presidente, avverrà sulle basi del Neeq, il National equities exchange and quotations, un sistema che dal 2013 permette lo scambio di titoli di società non quotate nelle due borse principali. L'annuncio prosegue la linea intrapresa dal governo già nel 2018 con la creazione dello Star Market, volto a incanalare gli investimenti nelle aziende tecnologiche più innovative del paese e in cui, secondo quanto riportato dalla Cnn, più di 300 aziende si sono quotate, per una capitalizzazione di mercato complessiva di circa 728 miliardi di dollari.

“In Cina, molte società a mega capitalizzazione si posizionano bene e hanno solidi fondamentali, ma gli investitori vi hanno già accesso. Vogliamo fare qualcosa di diverso: crediamo nell'identificare le imprese con un alto potenziale per il futuro, piuttosto che focalizzare la nostra attenzione su quelle oggi più prominenti”, spiega Wenli Zheng, Portfolio manager di China Evolution Equity di T. Rowe Price, una strategia indipendente dallo stile e senza vincoli di indice che investe in circa 40-80 posizioni in A-shares, H-shares e azioni di società cinesi quotate negli Stati Uniti. “La Cina è un mercato altamente dinamico, e molte delle aziende che vediamo ora ai vertici potrebbero non esservi più nei prossimi anni. Le imprese che 5-10 anni fa presentavano capitalizzazioni di mercato moderate sono le grandi società di oggi: crediamo che il terreno in cui operiamo sia il più fertile per identificare quelle ad alto potenziale per il futuro”.

“La strategia di China Equity Revolution punta a fornire un'esposizione unica rispetto alla maggior parte dei fondi sulla Cina, concentrati per la maggior parte sulle 50-100 aziende ad alta capitalizzazione: il nostro approccio si concentra invece sul restante 98% delle opportunità di investimento, ovvero quelle aziende che offrono un potenziale a lungo termine di crescita durevole o in accelerazione oppure di rivalutazione dei fondamentali”, continua Zheng. Un obiettivo perseguibile anche attraverso l'assenza di un indice, o uno stile o settore di riferimento, che permette di ricercare le migliori idee sul mercato.

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