Il 2022 del Giappone tra esportazioni e trasformazione digitale

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
4.1.2022
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Dopo qualche iniziale difficoltà, la ripresa post pandemica corre nel paese del Sol Levante. I punti di forza? Continuità politica, digitalizzazione e domanda estera
Continuità politica, trasformazione digitale e domanda estera: sono questi i principali fattori che contribuiscono a rendere favorevoli le prospettive di T. Rowe Price per il mercato azionario giapponese nel 2022. “Il Paese è saldamente sulla strada della normalizzazione sociale ed economica” commenta Archibald Ciganer, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Japanese Equity. Una via resa più agevole dalla revoca dello stato di emergenza lo scorso settembre, decisione resa possibile grazie all'accelerarsi della campagna di vaccinazione. Nonostante il ritardo nella partenza del programma rispetto agli altri mercati sviluppati, il Giappone registra oggi tassi di popolazione vaccinata superiori al resto dei membri del G7 (78% secondo i dati di Our world in data di dicembre 2021). Ecco nello specifico i punti di forza della ripresa post pandemica del paese del Sol Levante.

Continuità della politica, da Abe a Suga fino a Kishida


La continuità politica in Giappone avanza sotto il segno dell'Abenomics, ovvero quell'aggressivo programma di allentamento monetario, stimolo fiscale e riforma strutturale proposte dall'allora Primo ministro Shinzo Abe (da cui traggono il nome) e implementate a partire dal 2012. Dopo le dimissioni nel settembre 2020 per problemi di salute, la continuità con l'amministrazione precedente è stata garantita dall'ex segretario di stato Yoshihide Suga. Tuttavia, l'insoddisfazione diffusa per la gestione della pandemia da parte del suo governo e alcune preoccupazioni circa la sua capacità di guadagnare larghi consensi in un'elezione generale hanno portato anche alle dimissioni di Suga, avvenute nel settembre 2021. Ora “ci aspettiamo un'ulteriore continuità sotto il suo successore, Fumio Kishida”, commenta Ciganer. A novembre, a poche settimane dalle elezioni che lo hanno confermato alla guida del Giappone, il premier ha infatti lanciato la sua manovra di sostegno per l'economia, un pacchetto di stimoli dal sostegno fiscale record di 55,7 miliardi di yen (circa 490 miliardi di dollari, 435 di euro). “La maggioranza con cui l'esponente del Partito liberal democratico (Ldp) ha vinto le elezioni è stata inoltre interpretata come un segno di maggiore stabilità politica dagli investitori” aggiunge Ciganer.

La nuova Agenzia digitale del Giappone


Con la pandemia è emerso il ritardo del Giappone nell'uso della tecnologia digitale al servizio delle politiche nazionali, rimaste indietro rispetto ad altri paesi sviluppati a causa di sistemi informativi decentralizzati e a preoccupazioni sulla privacy. Tali problematiche sono state infatti evidenziate dal ritardo delle domande di sostegno finanziario e dal rallentamento della trasmissione di dati medici, oltre che dalla difficoltà nell'utilizzo della didattica on line nelle scuole. Per tali ragioni, durante il suo mandato Suga ha fatto della digitalizzazione una delle massime priorità; a inizio di settembre 2021 è stata quindi lanciata la nuova Agenzia digitale, progettata per guidare la trasformazione digitale del paese. “Dal nostro punto di vista, continuiamo a favorire le aziende che crediamo possano beneficiare delle riforme digitali, in settori che vanno dalla telemedicina al cloud computing fino all'elaborazione dei pagamenti online” commenta Ciganer.

Riapertura globale e aumento della domanda estera


Nonostante la lenta riapertura post-pandemia, le aziende stanno beneficiando della domanda estera. Esportazione e produzione sono cresciute, specialmente nel settore automobilistico” aggiunge l'esperto. “Inoltre, la domanda di beni legati al comparto informatico, tra cui smartphone, personal computer e componenti per data center, così come le attrezzature per la produzione di semiconduttori, è stata solida. Per questo i profitti aziendali sono migliorati considerevolmente”.
La vicinanza geografica e non solo fa della Cina il maggior partner commerciale del Giappone. Tuttavia, le recenti strette normative del Dragone potrebbero influenzare le prospettive delle aziende del Sol Levante. Secondo i dati forniti a dicembre 2021 dal Ministry of Finance giapponese, la domanda cinese ha infatti registrato un rallentamento, ma rimane robusta: a novembre 2021, le esportazioni giapponesi in Cina sono cresciute su base annua del 16%.

Giappone, rischi e opportunità per il 2022


“Riteniamo che le prospettive per l'equity giapponese nel 2022 siano favorevoli”, confermano gli esperti di T. Rowe Price, che sembrano aver accolto a favore la progressiva normalizzazione sociale ed economica del paese, oltre alla continuità politica e la prospettiva di ulteriori stimoli economici. Uno scenario di inversione delle politiche firmate da Abe è, secondo Ciganer, non impossibile, ma poco probabile.
Le aziende che potrebbero performare meglio sono quelle legate alla nuova Agenzia digitale e alla domanda estera, dato il potenziale di crescita del settore nel primo caso e grazie alla ripresa economica globale nel secondo.
Una condizione avversa potrebbe scaturire dall'eventuale perdurare di alcune dinamiche del 2021: “in particolare, l'aumento delle aspettative dei tassi di interesse sulle prospettive di reflazione globale ha portato i dati finanziari a sovraperformare, mentre quelli industriali hanno sofferto a causa della diffusione della variante Delta del Coronavirus e del suo impatto sulla produzione e sulle catene di approvvigionamento”.

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