Private capital? “Il fenomeno di questo secolo nella finanza”

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Cipolletta (Aifi) ha illustrato il ruolo del private capital nella transizione digitale ed ecologica. Quale strada deve intraprendere la finanza alternativa italiana?

Il ruolo del private capital sta diventando sempre più importante a livello globale

Il private capital a livello mondiale ha triplicato il suo valore negli ultimi 10 anni e continua ad aumentare in tutti i comparti

Private equity, venture capital e private debt hanno realizzato, nel 2021, record di raccolta e operazioni

Un ruolo fondamentale lo ha giocato Cdp che ha fatto da motore per gli investimenti in innovazione e crescita

“Abbiamo una platea di imprese con un grande bisogno di capitale.  Il debito resta ancora un elemento di finanziamento importante per le nostre aziende. Certo siamo il paese delle piccole e medie imprese, ma fare grandi imprese vuol dire investire capitale dentro le aziende per farle crescere dimensionalmente, sia per fattori interni sia per fattori esterni, e questo significa necessità di equity perché ovviamente non si può andare avanti con il debito per fare operazioni di ingrandimento e di crescita. Da questo punto di vista, l'Italia ha ancora uno spazio molto grande per il private capital”. Lo ha detto il presidente dell'Aifi, Innocenzo Cipolletta, durante il convegno annuale dell'associazione, in cui si è parlato del ruolo del private capital nella transizione digitale ed ecologica.
Cipolletta si è poi soffermato sul periodo che stiamo attraversando, ricordando che, dall'inizio di questo secolo, abbiamo avuto una serie di eventi straordinari, ognuno dei quali - da solo - sarebbe stato sufficiente a tracciare un secolo intero.  “Abbiamo avuto una crisi da terrorismo, una crisi finanziaria che ha superato quella del '29,  una pandemia che rimarrà nella storia e adesso siamo alle prese con una guerra. Ma se siamo strutturati meglio, avremo la possibilità di sopravvivere.  Per farlo abbiamo bisogno, però, anche di molta finanza”, ha puntualizzato il presidente dell'Aifi, aggiungendo che “la finanza sta prendendo la forma del private capital in tutto il mondo” e che “il capital capital è il fenomeno di questo secolo nel campo della finanza”.

Il ruolo del private capital sta diventando infatti sempre più importante a livello globale. "Il private capital a livello mondiale ha raggiunto elevati livelli di crescita, triplicando il suo valore negli ultimi 10 anni e continua ad aumentare in tutti i comparti: private equity, venture capital e private debt hanno realizzato, nel 2021, record di raccolta e operazioni", ha spiegato, ricordando che "un ruolo fondamentale lo ha giocato Cdp che ha fatto da motore per gli investimenti in innovazione e crescita”.

La crescita del ruolo della finanza alternativa si è registrata anche in Italia. Secondo i dati di Aifi nel 2021 in Italia sono stati investiti 16,9 miliardi di euro in quasi 1.000 operazioni: il private debt ha investito 2,2 miliardi su 275 operazioni, segnando un record assoluto, mentre, private equity e venture capital hanno impegnato 7 miliardi di euro. La parte da leone spetta però al comparto delle infrastrutture, che ha fatto registrare circa 7,7 miliardi di euro, in forte crescita rispetto agli 1,3 miliardi dell'anno precedente. In particolare, quasi 7 miliardi sono stati investiti nei comparti dell'Ict, dell'energia e ambiente.
L'Italia resta però indietro rispetto alla media europea: l'ammontare investito in private equity e venture capital nel 2020 rispetto al Pil è stato infatti pari allo 0,21% contro lo 0,51% della media Ue e l'1,39% di Uk (che si posiziona al primo posto).

Questo significa che lo spazio di crescita è ampio. Certo non significa che la finanza tradizionale scomparirà; al contrario questa continuerà a crescere in combinazione con la finanza alternativa.  “La finanza del private capital, infatti, sta portando risparmio direttamente alle imprese.  E sta cambiando anche gli obiettivi – ha spiegato Cipolletta  - Si sta dando, infatti, delle regole di sostenibilità del futuro e attraverso i suoi investimenti condiziona in maniera essenziale le scelte delle imprese e delle famiglie nel prossimo futuro. (I due tipi di finanza) stanno quindi collaborando per creare un mondo migliore. Questa finanza, ossia questo risparmio, che spesso è vista come grandi investitori e quindi grandi capitalisti, in realtà viene da una massa numerosissima di persone. In molti paesi, questo è il risparmio previdenziale che i lavoratori mettono da parte, volontariamente o obbligatoriamente, a seconda dei sistemi che ci sono: quindi appartiene a tutto il popolo. E questo risparmio si traduce non solo in investimenti che servono a remunerare il risparmio stesso e a garantire un reddito alle future generazioni, ma proprio per gli obiettivi che si pone, ossia punta a migliorare quelle che sono le condizioni del mondo".

"È un capitalismo un po' più popolare rispetto a quello che abbiamo conosciuto nel secolo scorso, dove il capitale era fortemente concentrato nelle mani di capitalisti e laddove il proletariato e la gente in generale avevano soltanto reddito senza capacità di risparmio”, ha spiegato Cipolletta, che poi ha concluso dicendo. “Oggi, invece, le nostre società producono risparmio e si tratta di un risparmio dei singoli cittadini che cominciano a farsi sentire perché attraverso gli investitori istituzionali, che sono fondi pensione, assicurazioni etc,  non solo traducono quelli che sono gli obiettivi di remunerazione ma traducono anche quelli che sono gli obiettivi di cambiamento e adeguamento”.


Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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