Italia in coda ai paesi più ricchi: asset finanziari netti al +2,7%

Rita Annunziata
7.10.2021
Tempo
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: 3'
Secondo il nuovo “Global wealth report” di Allianz, gli asset finanziari netti delle famiglie italiane sono cresciuti di appena il 2,7% nel 2020. Volano i risparmi

Sul podio del ranking con asset finanziari netti pro capite pari a 218.470 euro gli gli Stati Uniti. Seguono la Svizzera (212.050) e la Danimarca (149.240)

I depositi bancari tricolori sono saliti del 7,2% grazie ad afflussi record di nuovi risparmi balzati del 70% nel 2020

Nell'anno della crisi, secondo la dodicesima edizione del Global wealth report 2021 di Allianz, gli asset finanziari lordi delle famiglie italiane sono cresciuti di appena il 2,2%. Una percentuale al di sotto della media regionale dell'Europa occidentale, pari al 5,8%. Il valore dei titoli, infatti, è calato del 3,5% (rappresentano il 39% di tutti gli asset finanziari) sulla scia della debole performance dell'azionario tricolore e della fuga degli italiani dai mercati dei capitali (diversamente dai loro “cugini” europei). Al contrario, i depositi bancari sono saliti del 7,2% (un dato cui non si assisteva dai giorni precedenti alla Grande crisi finanziaria) grazie ad afflussi record di nuovi risparmi balzati del 70%.

Stati Uniti in vetta alla classifica


In questo contesto, con attività finanziarie nette pro capite pari a 62.780 euro, l'Italia ha mantenuto salda la 17esima posizione nella classifica dei 20 paesi più ricchi, superando la Germania con 61.760 euro. Sul podio del ranking gli Stati Uniti con asset finanziari netti pro capite pari a 218.470 euro, la Svizzera (212.050) e la Danimarca (149.240). Se si confrontano i dati con la classifica del 2000, tuttavia, il Belpaese ha accusato l'urto di un profondo scivolone (perdendo ben 11 posizioni). La top 10, di conseguenza, oggi ha un aspetto differente rispetto a vent'anni fa e vede maggiormente rappresentate il Nord Europa e l'Asia, con Stati Uniti e Svizzera ancora in cima ma in posizioni invertite.
Tornando al Belpaese, gli asset delle assicurazioni e dei fondi pensione sono aumentati invece del 6,4%; ma la quota di portafoglio di questa asset class resta contenuta al 25% (contro una media dell'Europa Occidentale del 39%). Le passività hanno registrato un +0,5%, l'incremento più contenuto dell'ultimo quinquennio. Ma il rapporto debito/pil è salito al 59%. “Per il 2021 ci si può aspettare uno sviluppo più dinamico, soprattutto grazie a un mercato azionario vivace”, si legge nella nota di Allianz. “Con circa il 3,5%, gli asset finanziari delle famiglie italiane sono aumentati nel 1° semestre del 2021 già più velocemente di tutto lo scorso anno”, spiegano infatti i ricercatori.

Asset finanziari globali sui 200mila miliardi


Ma cosa sta accadendo nel resto del mondo? Il report ha analizzato la situazione patrimoniale e debitoria delle famiglie distribuite in circa 60 paesi evidenziando come gli asset finanziari globali (che includono liquidità e depositi bancari, prodotti assicurativi e pensionistici, titoli e altri prodotti finanziari, ndr) siano balzati nel 2020 del 9,7% toccando per la prima volta quota 200mila miliardi di euro. A fare da traino principalmente il cosiddetto “risparmio forzato”, con i nuovi accantonamenti in crescita del 78% al record assoluto di 5.200 miliardi. I depositi bancari mondiali sono impennati dell'11,9%, ancor più del precedente picco dell'8% del 2008.

"I dati principali sono impressionanti”, osserva Ludovic Subran, capo economista di Allianz. “Ma dovremmo scavare un po' più a fondo. La maggior parte delle famiglie non ha risparmiato realmente, ma ha semplicemente messo da parte i propri soldi. Tutto questo denaro inattivo sui conti bancari è un'opportunità sprecata. Invece, le famiglie dovrebbero investire nella loro pensione e nella transizione verde, consentendo alle società di padroneggiare le sfide fondamentali che dobbiamo affrontare, il cambiamento climatico e quello demografico. Il timore è che, se le famiglie alla fine inizieranno a non risparmiare più, il denaro finirà per reazione nei consumi, alimentando così solo l'inflazione. Abbiamo invece urgente bisogno di una nuova cultura del risparmio”.


Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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