Famiglie Private ai raggi X: su cosa vogliono investire

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Alberto Battaglia
11.1.2022
Tempo
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: 5'
Una ricerca del Centro Einaudi, presentata al Forum Aipb, ha mostrato i tratti distintivi del segmento più rilevante per il Private Banking

Le famiglie private italiane hanno un orizzonte di investimento più votato al lungo periodo rispetto alla media e una propensione al rischio maggiore; lo ha evidenziato una nuova ricerca del Centro Einaudi, presentata al XVII Forum del Private Banking Aipb

L'associazione prevede che gli asset in gestione nel private banking arriveranno a 1.021 miliardi di euro, con una crescita del 9,5% rispetto al 2020 e una netta revisione al rialzo alle stime (978 miliardi) effettuate a inizio anno.

Prudenza elevata, conoscenze limitate: stando alle periodiche indagini sull'istruzione finanziaria tricolore, sono sempre questi gli elementi caratteristici del risparmiatore italiano.La fotografia generale, però, non riesce a mettere a fuoco gli orientamenti delle famiglie più abbienti: è vero, sono una minoranza della popolazione, ma la loro rilevanza in termini finanziari è di gran lunga più elevata di quella demografica. Le famiglie italiane che detengono un patrimonio superiore ai 500mila euro, infatti, detengono il 35,9% della ricchezza, pur essendo solo il 2,6% del totale.Il Centro Einaudi ha scandagliato a fondo il rapporto che questa fetta ...
Come in parte prevedibile, il più elevato patrimonio della clientela private si accompagna a tutta una serie di altre caratteristiche distintive, che per l'industria del private banking è importante tenere a mente. Il 76% delle famiglie private dichiara una capacità di risparmio superiore al 5% del reddito disponibile contro il 42% delle altre famiglie; c'è una maggiore propensione ad investire la ricchezza finanziaria dell'85%, contro il 54% alla quale corrisponde una maggiore tolleranza ai rischi finanziari, dichiarata dal 36%, contro l'8% della media nazionale.



Solitamente la clientela private viene identificata solo attraverso il patrimonio più elevato di cui sono in possesso, ha commentato Paolo Federici, vicepresidente dell'Aipb, “questa ricerca ha dimostrato che la clientela private rappresenta un cluster di investitori, un'avanguardia chiaramente identificabile per background e comportamenti rispetto agli altri risparmiatori, che può avere un ruolo fondamentale nel mobilitare risorse verso la crescita della nostra economia”.

Inoltre, “si registra una crescente consapevolezza da parte della clientela” verso le tematiche Esg, “e questo tocca tutti noi come cittadini prima ancora che come investitori”. ha dichiarato Saverio Perissinotto, vicepresidente dell'Aipb e ad di Eurizon.

Grazie alla ripresa economica superiore alle aspettative, il Forum del Private Banking ha scelto la parola “rinascimento” per definire la fase attuale del Paese. Il risparmio del segmento private è da sempre considerato un elemento che potrebbe dare un contributo positivo sugli investimenti delle imprese e quindi all'economia reale. “Sapere quanto è cresciuto lo stock di ricchezza investibile non basta: dobbiamo anche conoscere gli orientamenti di chi lo possiede”, ha dichiarato Paolo Langé, presidente dell'Aipb, nel suo discorso introduttivo dei lavori, “servirà impegno a creare le condizioni perché il rinascimento non sia una fioritura di pochi mesi, ma una costante di lungo termine”.

L'associazione prevede che gli asset in gestione nel private banking arriveranno a 1.021 miliardi di euro entro fine anno, con una crescita del 9,5% rispetto al 2020 e una netta revisione al rialzo alle stime (978 miliardi) effettuate a inizio anno.


Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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