Assicurazioni, dopo il covid italiani più preparati ai rischi

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E' quanto emerge da una nuova indagine pubblicata da Crif e Nomisma; per le compagnie anche un altro messaggio: puntare sul digitale

Rispetto al pre-covid, il 55% degli italiani si dichiara ora più consapevole dei rischi a cui è esposto

Per capire meglio di quali protezioni assicurative potrebbero aver bisogno 4 italiani su 10 si dicono aperti a utilizzare un servizio di assessment dei rischi online

Rispetto agli altri Paesi avanzati, in Italia si spende mediamente molto meno in premi assicurativi, in particolare per le protezioni su beni, salute o patrimonio. “Il premio medio pagato da un italiano annualmente è di 300 euro – se si esclude il ramo auto – meno di un terzo di quello degli altri cittadini dei principali Paesi europei che in media spendono 937 euro”, ha affermato Nomisma citando dati Ania ed Eurostat, In prima posizione Olanda (premi per abitante 3.434 euro annui), seguita da Germania (1.131 euro) e Francia (912)”.

“Il protection gap non è solamente un'occasione commerciale perduta per le compagnie, ma la ridotta consapevolezza del rischio colpisce in modo indiretto la comunità stessa, lasciando individui e famiglie esposti ad una maggiore vulnerabilità”, ha scritto Crif, che assieme a Nomisma ha pubblicato un nuovo studio sugli orientamenti degli italiani in ambito assicurativo.

Rispetto al pre-covid, si legge nella nota, il 55% degli italiani è ora più consapevole dei rischi a cui è esposto. In particolare, il 43% si dichiara parzialmente più consapevole (situazione più comune nella fascia d'età 30-44 anni) mentre il 12% dichiara di aver una visione completa dei rischi (in questo caso prevalgono soggetti d'età compresa tra i 55 e i 65 anni).


Se si tratta di acquistare un'assicurazione i canali verso i quali c'è maggiore apertura sono, nell'ordine, direttamente una compagnia assicurativa (79%), la banca (55%); una minoranza sceglierebbe di comprare una polizza presso le poste (38%), o aziende di servizi come Amazon (25%) o aziende manifatturiere (18%).

Assicurazioni l'importanza del canale digitale


Per capire meglio di quali protezioni assicurative potrebbero aver bisogno 4 italiani su 10 si dicono aperti a utilizzare un servizio di assessment dei rischi online – in particolare si tratta di una soluzione che desta l'interesse nella fascia d'età compresa tra i 25 e i 54 anni, residenti principalmente nel centro Italia e nel Nord Est. Quasi il 70% degli intervistati si servono di Internet per reperire le informazioni sulle nuove polizze assicurative da sottoscrivere. Nell'ordine ci si serve del sito della compagnia (35%), dei punteggi e delle recensioni online anche sui siti comparatori che mettono a confronto diverse soluzioni (21%) e dell'app della compagnia (11%). A informarsi di persona presso agenti e broker è invece il 22%, mentre il 10% si affida al consiglio di parenti ed amici.

Anche nella fase d'acquisto siti e app rivestono un ruolo centrale: la maggioranza assoluta degli italiani, infatti, preferisce il canale digital rispetto a quello fisico. Il 31%, nello specifico, opta l'acquisto di una nuova polizza tramite i canali online della compagnia di assicurazioni (il 24% sul sito e il 7% via app) il 22% tramite siti e portali che mettono a confronto diverse soluzioni. Al lato Una consistente minoranza del 47% degli italiani preferisce ancora sottoscrivere le polizze presso i canali “tradizionali”. Il 39% recandosi fisicamente in agenzia e l'8% tramite agenti e broker. Per quest'ultimo segmento di clientela il digitale non basta perché c'è il desiderio di interfacciarsi con un consulente (68% in risposta multipla), il timore di una truffa (27%), il non sentirsi a proprio agio sul sito o sull'app (24%) e il timore di inserire i dati della carta di credito (13%).


Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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