Ruggente e in allerta: Leo, il leone di Pictet AM

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
3.4.2020
Tempo di lettura: 3'
Il leone ruggente: da dove arriva e quale significato nasconde? Per risalire alle origini del logo di Pictet, colosso finanziario per le soluzioni di asset management, wealth management e asset services, è necessario attraversare più di due secoli
Fondata a Ginevra, in Svizzera, nel 1805, Pictet diventa presto una delle più importanti realtà elvetiche di gestione del patrimonio.

Pictet e il suo motto: “Fais bien et laisse dire”


Nata come “Banque De Candolle, Mallet & Cie”, dai suoi fondatori (Jacob-Michel-François de Candolle e Jacques-Henry Mallet), l'azienda passa poi nelle mani di Edouard Pictet, nipote della moglie di de Candolle.

Nonostante il forte coinvolgimento della famiglia Pictet nell'attività del gruppo, è solo nel 1926 che l'istituto prende il nome di Pictet & Cie, durante il 150° anniversario della banca.
Superati i periodi critici della Depressione degli anni ‘30 e della Seconda Guerra mondiale, nel 1950 Pictet inizia la sua espansione ad Occidente, divenendo una delle realtà più conosciute in Europa nell'ambito Asset Management.

Leo, il leone di Pictet AM


Apparso per la prima volta all'inizio del 17° secolo nello stemma della famiglia Pictet, il leone ruggente, conosciuto con il nome Leo, diventa il simbolo del gruppo nel 1955. L'animale, impennato sui bastioni delle mura della città vecchia di Ginevra, è simbolo di forza, coraggio e sfida.
Nota di colore: nel 1602 il duca di Savoia tentò di assaltare la Città stato di Ginevra: inutile a dirsi, fallì.



Al logo fu da subito associato il motto storico della famiglia Pictet “fais bien et laisse dire” (opera bene e lascia che gli altri parlino), sostituito poi nel 1974 con un più conciso “1805”, anno della fondazione. Il momento non è casuale: il clima di recessione che pervase l'Europa a metà degli anni '70 spinse il gruppo a mettere in evidenza le solide fondamenta, capaci di superare le peggiori crisi per poi tornare a ruggire. Leo, dotato di lunghi artigli e una lingua infuocata, venne allora dipinto con toni più caldi e dorati.

Leo, l'euro e la bolla del dotcom


Nel 1997, l'animale finì in gabbia: il leone venne infatti raffigurato all'interno di un perimetro definito, un quadrato. Al colore oro si sostituì un tenue bordeaux tendente al prugna.

Obiettivo, mostrate l'unità del gruppo in un periodo delicato per i mercati, prossimi alla bolla del dotcom e all'introduzione dell'euro. Pictet si affaccia intanto a nuove attività: inizia la vendita di fondi d'investimento ad investitori esterni e l'offerta rivolta ad investitori istituzionali nella divisione Asset Management.

Leo, il nuovo millennio e la Gfc


Superate le difficoltà del tempo, nel 2002 Leo fu nuovamente liberato; i suoi artigli vennero “prudenziamente” accorciati. Un leone ruggente di un bordeaux acceso si preparava ora ad affrontare l'ottimismo di inizio millennio, cui seguirà la più Grande crisi finanziaria della storia moderna.

Nel 2015, il brand di Pictet AM viene riadattato per soddisfare le esigenze dell'era digitale: meno spazi bianchi; orecchie, lingua e artigli ben uniti al corpo.

Sempre ruggente, sempre in allerta, sempre pronto ad affrontare il futuro.

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