Investire in small cap: 3 pilastri da non dimenticare

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
30.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Creare valore a lungo termine per tutti gli stakeholder e migliorare l'impegno ESG delle aziende: come fare? Gli esperti di ODDO BHF AM condividono i loro consigli nel settore delle small cap
Corporate governance, capitale umano e proprietà attiva: questi sono i tre pilastri da non dimenticare quando si investe in small cap secondo gli esperti di ODDO BHF Asset Management. "Sulla base di molti anni di ricerca, riteniamo che un focus sulla corporate governance e sul capitale umano abbia il potenziale per portare valore a lungo termine a tutti gli stakeholder, in particolare nelle small cap", commentano dalla società. "L'impegno degli azionisti, inoltre, può avere un impatto sostanziale sulla strategia aziendale e sull'impegno ESG".
Come si fa a riconoscere le migliori aziende in questo senso? "A nostro avviso, per questo segmento unico non è sufficiente affidarsi ai rating ESG forniti da terzi, ma si dovrebbe invece adottare una combinazione di approcci best-in-universe e best-effort con scale di rating interne, in modo da eliminare i bias di dimensione e di informazione nel processo di selezione dei titoli",

La governance aziendale, una fonte chiave di mitigazione del rischio


"Crediamo che una società con una buona governance abbia maggiori probabilità di affrontare efficacemente i rischi più importanti, comprese le questioni ambientali e sociali", spiegano da ODDO BHF AM. Ciò è evidenziato da uno studio condotto dalla società attraverso il suo modello di ricerca proprietario nel settembre 2019, in cui le azioni appartenenti all'indice STOXX Europe 600 con il più alto rating in termini di corporate governance hanno mostrato una volatilità inferiore rispetto alle azioni con rating inferiore in diversi regimi di mercato.
Questo perché "l'allineamento degli stakeholder porta tradizionalmente a rendimenti forti e sostenibili e mantiene le aziende su un percorso di crescita", aggiunge la società. Sono soprattutto le imprese familiari a generare una sovraperformance, nota come family alpha, secondo l'ultimo rapporto The Family 1000: Post the Pandemic di Credit Suisse Research Institute del settembre 2020. Sovraperformance che è ancora più pronunciata, continua il report, per le aziende con una capitalizzazione di mercato inferiore a 3 miliardi di dollari: in Europa, continua lo studio, la proprietà familiare ha portato a un rendimento medio annuo del 6,2% dal 2006, un risultato superiore di oltre il 3% rispetto a quello totalizzato dalle grandi imprese familiari.
"Tradizionalmente, un'elevata partecipazione di insider nel segmento delle small cap porta stabilità, consente una visione a lungo termine e può anche migliorare la disciplina finanziaria se circondata da robuste misure di governance", spiegano gli esperti di ODDO BHF AM. Per questi motivi, i gestori patrimoniali small cap "devono prestare attenzione agli obiettivi di governance di ogni società, comprendendo nel dettaglio la sua struttura proprietaria e di controllo, la composizione e la diversità del suo consiglio di amministrazione e come viene gestita la pianificazione della successione, compresi i dettagli sulla composizione dei sottocomitati di governance come audit, compensazione, nomina, ecc.".

Il capitale umano, motore dell'innovazione e della performance a lungo termine


"In ODDO BHF AM, il capitale umano è stato una fonte fondamentale per la crescita sostenibile delle aziende fin dall'inizio del nostro lavoro di ricerca e la sua analisi è al centro del nostro metodo di ricerca ESG proprietario", spiegano dalla società. "Ciò che i nostri studi evidenziano è come il capitale umano sia un fattore chiave nel determinare la costruzione di vantaggi competitivi sostenibili e quindi la capacità di un'azienda nel creare valore per i suoi azionisti e per tutti gli stakeholder. Le società analizzate dal nostro modello (con un focus sulle mid e large cap europee) che hanno mostrato particolare attenzione al pilastro del capitale umano, e alle quali è stato attribuito un buon punteggio ESG complessivo, hanno infatti registrato una sovraperformance del +25,8% negli ultimi tre anni rispetto sia al paniere di società meno attente e con rating inferiore (-11,5%) sia, in media, all'indice DJ Stoxx Europe 600 (2,9%)", come rivela lo studio Capitale umano: un fattore chiave di differenziazione condotto da ODDO BHF AM nel novembre 2020. Sono 4 in particolare le linee guida della ricerca del capitale umano secondo la società: il CEO, il comitato esecutivo, l'organizzazione intermedia e le risorse umane.

Proprietà attiva, impatto sostanziale sulla strategia aziendale e impegno Esg


"Proprietà attiva significa esercitare attivamente i diritti degli azionisti in una società, compreso l'impegno attivo con la gestione e la discussione dei fattori ESG finanziari e non finanziari", commentano da ODDO BHF AM. "Per un manager, significa programmare regolari discussioni attive con le società partecipate, visitare i siti aziendali per assistere ai processi di produzione, parlare con i dipendenti e osservare le interazioni e la cultura aziendale, nonché incoraggiare le aziende a divulgare maggiori informazioni sui fattori ESG. Questi sforzi possono creare valore a lungo termine per tutti gli stakeholder".

 

 

 

Le performance passate non sono un indicatore affidabile delle performance future e non sono costanti nel tempo.

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