Il capitale umano, cos'è e perché importa alle aziende

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
7.1.2021
Tempo di lettura: 3'
La teoria del capitale umano sostiene che è l'uomo e il suo bagaglio di conoscenze a costituire una risorsa tanto importante quanto il capitale finanziario. Un asset che fa la differenza soprattutto in tempi di crisi
Più della metà del valore di mercato di un'azienda è costituita dai suoi beni immateriali: così riporta uno studio dell'EY Center for Board Matters pubblicato nel 2019. La cultura aziendale e il capitale umano di un'impresa risulterebbero quindi tanto importanti quanto il fatturato, la capitalizzazione azionaria o il valore degli investimenti in corso. Dei beni, quelli immateriali, che dimostrano la loro importanza soprattutto in tempi di crisi: sono le aziende che gestiscono al meglio il proprio capitale umano, insieme ai criteri Esg, che sovraperformano quelle meno sensibili alla materia, conferma un'analisi di ODDO BHF Asset Management. Ma cos'è il capitale umano? Come misurarlo? E quale il suo ruolo in tempi di crisi?

Il capitale umano, cos'è


A cavallo tra economia, psicologia e risorse umane vi è il concetto di capitale umano, ovvero “l'insieme delle conoscenze, delle competenze, delle abilità e degli ‘altri' (cioè delle dimensioni psicologiche) di un individuo”. A coniare il termine, nel 1961, fu il premio Nobel per l'economia Theodore Schultz, per cui il capitale umano e la sua crescita poteva essere considerato come la caratteristica più distintiva dell'intero sistema economico moderno.

La teoria sul capitale umano porta alla dignità la figura del lavoratore all'interno di un'azienda. Da intercambiabile e alla stregua di una macchina, nella seconda metà del Novecento il dipendente diventa una risorsa cruciale nelle strategie di differenziazione delle aziende. “La convinzione che siano le persone a fare la differenza in un ambiente competitivo porta le aziende a vedere il capitale umano come una forma di risorsa tanto importante quanto il capitale finanziario, che deve essere attratto, sviluppato, mantenuto e monitorato”, spiega ODDO BHF AM.

Come misurarlo


Se riconoscere l'importanza del capitale umano può essere ‘semplice' (anche se mai scontato), misurare il suo valore risulta più complesso. Questo perché gli investitori esigono dati affidabili e standardizzati, ma non hanno motivo di richiedere questi dati se è per loro difficile realizzare l'impatto del capitale umano sul valore di un'azienda. Ma anche perché “le norme contabili vigenti tendono a penalizzare gli investimenti in immobilizzazioni immateriali, trattandoli come costi per l'azienda; sono dati non contabilizzati separatamente, tantomeno pubblici”, aggiungono gli esperti di ODDO BHF AM.

Ad oggi, la norma europea ISO 30414 stabilisce delle linee guida per l'analisi e la divulgazione dei dati sul capitale umano, concentrandosi su 11 aree in cui una buona gestione è cruciale: compliance ed etica; costi; diversità; leadership; cultura organizzativa; salute, sicurezza e benessere all'interno dell'azienda; produttività; assunzioni, mobilità e turnover del personale; competenze e attitudini; pianificazione della successione; disponibilità dei lavoratori.

Capitale umano e crisi


Negli ultimi mesi, complice la pandemia, la componente sociale dei fattori Esg ha attirato sensibilmente l'attenzione degli investitori. In questo contesto il capitale umano ricopre un ruolo di protagonista, come dimostra l'indagine di ODDO BHF AM condotta durante il primo semestre del 2020. Delle 700 società coperte dal modello proprietario del gestore, le più sensibili al tema del capitale umano hanno registrato performance non così negative (-5,1%) come quelle del benchmark di riferimento (il DJ Stoxx Europe 600, -10,7%) e di quelle meno accorte (-13%).

Risultati compatibili con uno studio condotto dopo la Grande Recessione del 2008, “in cui il livello di investimenti nel capitale umano si correlava positivamente alla resilienza delle aziende. Coloro che investivano nel loro capitale umano in mezzo alle turbolenze economiche superavano regolarmente i loro omologhi in termini di performance finanziaria”. Una lezione da tenere a mente per il futuro.

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