Record di emissioni mensili, è la scalata dei green bond

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
29.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Le obbligazioni verdi sono sempre più attrattive per le emittenti, soprattutto quelle sovrane. Così i governi finanziano i propri piani infrastrutturali avvicinandosi agli obiettivi dell'Accordo di Parigi
È marzo 2021 il mese record dei green bond: spinte dalle emissioni sovrane, le obbligazioni verdi hanno raggiunto nuovi massimi mensili per 48 miliardi di euro. Questo il 25 marzo, con ancora una settimana disponibile da calendario. “Come risultato di un'emissione di green bond più forte del previsto fino ad ora nel 2021, abbiamo aumentato le proiezioni sulle emissioni di tutto l'anno a 400 miliardi di euro”, commenta Bram Bos, Lead portfolio manager green bond di NN Investment Partners. “Questo spingerebbe il mercato globale dei green bond ben oltre i mille miliardi di euro entro la fine dell'anno”. Quali le ragioni di queste cifre record?

Green bond, il perché di un successo


“Gran parte di questa emissione record rappresenta quella pianificata dal 2020, che è stata rinviata a causa della pandemia”, spiega Bos. Infatti “ora che siamo sulla strada della stabilità, gli emittenti si stanno rifocalizzando sul futuro e sulla crisi climatica in corso”. Le obbligazioni verdi sembrano poi attirare l'attenzione di vari tipi di emittenti, sia private che pubbliche. Questo perché “i green bond sono sempre più scambiati all'interno delle tradizionali curve di rendimento obbligazionario, dimostrando la loro attrattività per gli investitori, che sono disposti a pagare un cosiddetto ‘greenium' (un premio green, ndr) per accedere a queste obbligazioni. Questo rende il mercato dei green bond a sua volta più attraente per gli emittenti, che devono affrontare costi di finanziamento più bassi”, aggiunge Bos.

Green bond, attrattività per i governi…


Le cifre record di marzo provano quindi il crescente interesse nelle obbligazioni verdi da parte degli enti governativi. Infatti le emissioni sovrane costituiscono una buona parte delle nuove emissioni: l'Italia è entrata per la prima volta nel mercato dei green bond a marzo (con una prima emissione di 8,5 miliardi in Btp green a scadenza 2045, ndr), la Francia ha emesso il suo secondo green bond nel corso del mese, mentre Spagna e Regno Unito si aggiungeranno nel corso dell'anno. Un vantaggio per i governi oltre che per l'ambiente, perché “l'emissione di green bond può aiutarli a raccogliere capitali per l'attuazione dei loro piani infrastrutturali, e allo stesso tempo avvicinarli al raggiungimento dei loro obiettivi nell'ambito dell'Accordo di Parigi”, commenta Bos.

… e per gli investitori


Ma non sono solo le emittenti a reputare strategiche le obbligazioni verdi. I green bond esercitano infatti un fascino per l'investitore che dovrebbe mantenersi costante anche nei prossimi anni: ad oggi, i rendimenti finanziari derivati dalle obbligazioni green sono più forti rispetto a quelli derivanti dalle controparti tradizionali. “Dal 2014, l'indice Bloomberg MSCI Euro Green Bond ha superato l'indice Bloomberg Euro Aggregate di circa lo 0,30% all'anno. Quindi, anche se le obbligazioni verdi scambiano a qualche punto base all'interno delle curve di rendimento tradizionali, continuano a sovraperformare le obbligazioni tradizionali, oltre che a contribuire a un futuro più verde”, conclude Bos.

 


Crescita delle emissioni globali di green bond dal 2013 e
proiezione delle emissioni per il 2021
Fonte: NN Investment Partners.

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