Perché l'assistenza sanitaria a prezzi accessibili è in pericolo?

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
30.9.2021
Tempo di lettura: 3'
L’assistenza sanitaria a prezzi accessibili è in pericolo, secondo gli esperti di NN Investment Partners. La pandemia ha frenato, se non invertito, i progressi raggiunti. Ecco il punto di vista di un investitore a impatto
“Tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) lanciati dalle Nazioni Unite nel 2015 che registreranno un aumento degli investimenti da parte degli investitori a impatto, ve ne è uno a rischio: si tratta dell'assistenza sanitaria a prezzi accessibili, ovvero l'Sdg numero 3”. Lo spiegano gli esperti di NN Investment Partners, secondo cui l'invecchiamento demografico, obesità e stili di vita non salutari “determineranno l'aumento della domanda e la crescita dei costi”. Non ultimo, anche la pandemia influirà sulle prospettive positive di raggiungimento dell'Sdg. Vediamo perché.

La pandemia ha frenato i progressi (se non li ha invertiti)


Secondo il The Sustainable development goals report 2021 delle Nazioni Unite, molti degli indicatori sanitari si stavano muovendo nella direzione giusta prima che la minaccia del Covid-19 emergesse. La salute delle mamme e dei bambini era migliorata, la copertura vaccinale era aumentata e le malattie trasmissibili si erano ridotte, se non abbastanza in fretta per raggiungere gli obiettivi del 2030. Tuttavia, la pandemia ha arrestato o invertito i progressi raggiunti e posto diversi rischi diversi dal contagio. “Circa il 90% dei paesi riporta ancora interruzioni ai servizi sanitari essenziali, e i dati disponibili mostrano che la pandemia ha accorciato l'aspettativa di vita”, si evince dallo studio. Non sorprende che il virus abbia colpito in modo sproporzionato i gruppi sociali più svantaggiati. “Prima della pandemia, per il 12,7% della popolazione mondiale la spesa sanitaria non coperta da assicurazione rappresentava circa il 10% del budget familiare, spingendo circa 90 milioni di persone al di sotto dei livelli di povertà estrema”, aggiungono dalle Nazioni Unite. Cifre che potrebbero aumentare considerevolmente alla fine dell'emergenza, dato che solo nel 2020 le persone costrette a vivere in povertà sono aumentate tra i 119 e i 124 milioni, secondo le stime della Banca Mondiale dello scorso gennaio.

Il ruolo dei vaccini nei paesi più poveri


In tal senso, secondo Mark Belsey, Senior investment analyst healthcare di NN IP, fondamentale è il ruolo dei vaccini nei paesi ad alto tasso di povertà. “Problemi come la distribuzione e la donazione delle forniture dei sieri da parte delle economie più sviluppate, così come quelli riguardo alla concessione dei brevetti alle aziende farmaceutiche locali hanno già avuto un impatto sul raggiungimento dei target prefissati dal programma internazionale Covax”, aggiunge Belsey. Attualmente sono solamente 300 milioni le dosi consegnate ai paesi più poveri di tutto il mondo, rispetto alle 2 miliardi stimate inizialmente per il 2021 dall'Organizzazione mondiale della sanità: Covax ha già annunciato che i suoi obiettivi per l'anno corrente non potranno essere raggiunti, abbassando le stime a 1,425 miliardi di vaccini donati.

Dove investire per raggiungere l'Sdg n. 3?


Al di là dei vaccini e degli investimenti a supporto delle strutture sanitarie per far fronte a eventuali nuove ondate, dove possono concentrarsi le attenzioni degli investitori nel comparto sanitario? “Poiché la prevenzione è più efficace e accessibile di una cura, ci focalizziamo su aziende che promuovono stili di vita più salutari, e avviamo attività di engagement con le case farmaceutiche per le pari opportunità di accesso ai farmaci. Prestiamo inoltre particolare attenzione alle società attive nelle scienze naturali e nella genomica, che potrebbero rilevare malattie potenziali in fase iniziale”, concludono da NN IP.

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