NN Sustainable Equity: perché la rotazione dei mercati non ci spaventa

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
24.1.2022
Tempo di lettura: 3'
L’essere umano ha la tendenza a ricordare il passato più roseo di quanto esso non sia. Ne è un esempio il comparto azionario: nonostante i contraccolpi, l’anno appena conclusosi ha mostrato i rendimenti più alti dal 2010 a questa parte
Se è facile pensare al passato come un periodo più roseo rispetto al presente, così non è per il 2021 dei mercati azionari. Numeri alla mano, quello appena conclusosi è infatti un anno da record per il comparto. L'MSCI World net index, ad esempio, è avanzato del 31,1% da gennaio a dicembre 2021, mentre la sua controparte europea, l'MSCI Europe net index, ha registrato performance da +25,1%. In entrambi i casi, i rendimenti riportati sono superiori a quelli di ciascun anno dei due ultimi decenni, secondo quanto emerge dall'analisi dei dati storici dei due indici riportati da Backtest by Curvo.

I perché della crescita nel 2021


Le motivazioni? Solidi utili aziendali, dati macroeconomici in miglioramento e ottimismo generale nonostante la più contagiosa variante Omicron, che per alcuni esperti potrebbe avvicinare la fine della pandemia, portando il virus da pandemico a endemico. Ma anche il supporto delle banche centrali per buona parte dell'anno, protrattosi senza riserve fino a quando i policymaker hanno deciso e in seguito accelerato il rientro delle misure straordinarie, per contrastare una inflazione galoppante e sempre meno transitoria. A livello geografico, la migliore regione si è rivelata quella degli Stati Uniti, sostenuta dalla performance del settore tecnologico e prima solo di poco all'Europa. Il Giappone è invece rimasto indietro nella ripresa, anche a causa dello scarso sostegno politico e popolare al suo primo ministro, dimessosi a settembre. Anche i mercati emergenti, infine, hanno registrato scarsi rendimenti a livello generale, trainati dall'alto livello di debito dell'immobiliare cinese e dalla stretta regolamentare attuata dal Dragone su alcuni settori dell'economia.

NN Sustainable Equity, globale o europeo


“Entrambe le nostre strategie azionarie sostenibili, Global Sustainable Equity ed European Sustainable Equity, hanno sovraperformato l'indice di riferimento nel 2021” commenta Paul Schofield, Lead portfolio manager & Head of sustainable equity di NN Investment Partners. “I risultati sono quasi più notevoli rispetto allo scorso anno dati i contraccolpi vissuti negli ultimi mesi a livello di rotazione settoriale, per cui va dato merito alla capacità di stock picking e risk management del nostro team”.

Le società meglio posizionate per il futuro offrono soluzioni sostenibili


Per Schofield, il successo delle strategie è dovuto inoltre all'attenzione alla sostenibilità nell'intero processo di investimenti, dalla selezione dei titoli nell'universo investibile fino all'utilizzo di un approccio value chain per l'identificazione delle migliori società. Tale metodologia, generalmente, combacia infatti anche con la performance delle aziende: “le realtà meglio posizionate per la crescita futura sono quelle che offrono soluzioni sostenibili, mostrano comportamenti sostenibili e hanno una posizione competitiva dal punto di vista della sostenibilità” conclude l'esperto. Spinte dal generale interessamento al cambiamento climatico, il riscaldamento globale e la decarbonizzazione, “queste società potranno essere i vincitori in un panorama in costante evoluzione. I rendimenti maggiori sui capitali investiti e le opportunità di crescita aiutano infatti a generare una crescita dei profitti superiore nel lungo periodo”.

 

 

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