Green è meglio che tradizionale. Parola di bond

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
25.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Dal 2007 ad oggi il mercato dei green bond ha sperimentato una crescita sorprendente. Sostenibilità a parte, è la performance a convincere anche i più scettici
È un mercato da 700 miliardi di euro, con previsioni di crescita di ulteriori 300 miliardi nei prossimi dodici mesi, per una stima a fine 2021 di mille miliardi di euro. A dimensioni, supera sia il comparto obbligazionario high yield europeo che quello globale delle obbligazioni convertibili. Sono i green bond, le obbligazioni verdi che finanziano progetti ad impatto positivo per l'ambiente. Una crescita sorprendente, considerando che i primi sono stati emessi nel 2007: quali i motivi di tanto successo?

Green bond, i perché di un successo globale

Sono due le ragioni principali dello sviluppo dei green bond nell'ultimo decennio. Da una parte, sempre più investitori hanno compreso l'urgenza di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico con soluzioni concrete. Dall'altra, vi è ora una maggiore consapevolezza che i Green Bond sono strumenti sempre più competitivi rispetto ai bond tradizionali, con rendimenti decisamente attraenti. Accanto a questo, le istituzioni sovranazionali sono sempre più attente ai temi della sostenibilità: è previsto per i primi mesi del 2021 il lancio del nuovo Btp green italiano, ad esempio. Un fatto che, secondo Bram Bos, Lead portfolio manager green bond di NN Investment Partners, potrà spingere ancora di più il mercato delle obbligazioni verdi: “ogni volta che un governo inizia ad emettere green bond, il mercato riceve un forte impulso in quel paese e molte aziende seguono l'esempio”.

Le prospettive per il 2021

Il 2021 sarà un anno di forte crescita per i green bond. “Per la prima volta, l'Ue emetterà dei green bond per più di 250 miliardi di euro a partire dal secondo trimestre di quest'anno per finanziare la ripresa in Europa. Oltre a questo, ci aspettiamo di vedere comparire sul mercato molte nuove realtà aziendali. Ad esempio, case automobilistiche, ma anche aziende chimiche e forse anche compagnie petrolifere e dell'energia che stanno cambiando i loro modelli di business per andare verso le energie rinnovabili come l'idrogeno”.

Performance in primo piano

Anche la domanda da parte degli investitori è in continua crescita, spiega Bos. “Credo che ci sia una forte consapevolezza nel dover agire ora sul cambiamento climatico. Per molti investitori i green bond sono un modo facile per rendere verde il proprio portafoglio”. Risvolti ambientali a parte, è la performance a valere l'investimento: “negli ultimi due anni, i green bond e i portafogli con green bond hanno generato una performance migliore di quella del reddito fisso tradizionale”. Una motivazione capace di convincere anche i più scettici, conclude Bos: “anche se non si crede nella parte green, si dovrebbe comunque investire nei green bond”.  

Guarda l'ultimo NN IP Solo10.  “Botta e risposta” con Bram Bos, Lead PM NN IP Green Bonds

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