La dimensione "s" nell'Esg: lotta alle disuguaglianze

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
31.1.2022
Tempo di lettura: 3'
La pandemia ha spostato l’attenzione globale sulle questioni sociali. Come possono contribuire gli investitori? Ne parlano gli esperti di NN Investment Partners
Le politiche sociali potrebbero alimentare la crescita economica per tutto il 2022. Ad affermarlo sono gli esperti di NN Investment Partners, secondo cui la pandemia ha rappresentato un punto di svolta per le agende politiche: “i governi in tutto il mondo stanno subendo una pressione crescente riguardo la lotta alla disuguaglianza”, affermano dalla società. “Da una prospettiva macroeconomica, il dibattito in corso avrà un impatto sugli indicatori sociali di varie classi di asset nel 2022”.

Se i media riflettono l'andamento della disuguaglianza sociale


 Tradizionalmente, gli economisti hanno attribuito la crescente disuguaglianza sociale a tendenze come la globalizzazione e il dilagare della tecnologia, visti come responsabili del declino del reddito dei lavoratori non specializzati. In tempi recenti le cause di questo fenomeno sono state tuttavia messe in discussione e gli esperti hanno iniziato a prestare attenzione a una terza fonte: lo squilibrio tra crescita economica e coesione sociale. Lo dimostra ad esempio l'indicatore di sentiment sociale proprietario di NN IP che, normalizzato tra un range di -4 e +4, parte dal mondo dei media e dell'informazione per mostrare il trend di lungo periodo riguardo il miglioramento dell'uguaglianza sociale negli Stati Uniti. Tuttavia, a preoccupare è l'ultimo movimento a rialzo dell'indicatore, che sottolinea l'impatto della pandemia sui lavoratori del paese. “Tramite questo strumento emerge la necessità di rimediare presto a tali problematiche” affermano gli esperti. Nonostante diverse amministrazioni stiano provando a porre freno al dilagare della disuguaglianza sociale, non è ancora chiaro come alcune misure potranno agire sul lungo periodo. Prendiamo il caso dell'aumento dei salari medi: se da una parte l'iniziativa potrebbe innescare una crescita della domanda aggregata e, di conseguenza, del Prodotto interno lordo (Pil), dall'altra le aziende potrebbero sperimentare la pressione al ribasso sui propri margini di profitto, con conseguenze sugli investimenti privati e sul potenziale di crescita a lungo termine.

I social bond e la crescita delle emissioni


Come fare affinché i governi possano trovare i fondi necessari per promuovere politiche sociali? Tra gli strumenti più utilizzati vi sono i social bond, obbligazioni i cui proventi vengono impiegati esclusivamente per finanziare progetti sociali.
Diversi sono stati gli enti che dall'inizio della pandemia si sono avvalsi di questo strumento: gli istituti finanziari come la Banca di sviluppo africana, che nel 2020 ha emesso un social bond di 3 miliardi di dollari, ma anche altri stati come l'Ecuador, il primo ad utilizzarli per combattere la pandemia. Persino diverse fondazioni ne hanno fatto uso: la Ford Foundation, ad esempio, è stata la prima organizzazione senza scopo di lucro a emettere un social bond aziendale negli Stati Uniti.
Soltanto nella prima metà del 2020, anche prima dell'emissione della maggior parte dei social bond relativi al recupero post pandemico, i volumi sono quasi quadruplicati a 146,6 miliardi di dollari da 36,8 miliardi di un anno prima”, sottolineano gli esperti riportando dati Bloomberg. La crescita è continuata anche nel 2021, quando al 21 dicembre le emissioni di social bond hanno raggiunto i 180 miliardi di dollari. “L'elemento social di Esg ha quindi ulteriormente solidificato la sua posizione all'interno del reddito fisso, consentendo agli investitori con una consapevolezza sociale di indirizzare il rischio e il capitale in quelle aree della società in cui il supporto è maggiormente necessario” concludono gli esperti.
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