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Servono nuovi sistemi alimentari, come investire sul futuro del cibo | WeWealth

Servono nuovi sistemi alimentari, come investire sul futuro del cibo

Matilde Sperlinga
3.11.2022
Tempo di lettura: 3'
Con il progressivo aumento della popolazione e la perdita di biodiversità, diventa sempre più urgente sviluppare nuovi sistemi alimentari che riducano gli sprechi e siano più sostenibili. Lombard Odier Investment Managers, spiega come investire su questo inevitabile cambiamento

10 miliardi di bocche da sfamare entro il 2050. È questa la previsione formulata dalle Nazioni Unite, che mette in luce tutta l’urgenza di rivedere l’attuale sistema alimentare, caratterizzato da sprechi e non sostenibile, considerando anche il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. “L’agricoltura è la causa principale delle violazioni dei confini planetari – affermano da Lombard Odier Investment Managers (LOIM) - e migrare verso nuovi modelli vuol dire, non solo avere abbastanza cibo per la popolazione crescente, ma anche liberare flussi di ricavi annui per 1.500 miliardi di dollari entro il 2030”. Una cifra niente male, che potrebbe stuzzicare l’appetito degli investitori. In particolare, sono soprattutto tre gli ambiti a cui guardare.


1. Produzione alimentare

La transizione verso una produzione alimentare più sostenibile avrà un effetto diretto sulle imprese, offrendo anche una possibilità di crescita a quelle in grado di fornire input biologici e sintetici. Alcuni esempi? Le aziende focalizzate su acquacoultura, fertilizzanti e additivi. Le prime offrono un’opzione più sostenibile rispetto alla classica agricoltura, abbassando, tra le altre cose, il livello di emissioni. “Il calo di pesce selvatico da qui al 2050 imporrà un’espansione del mercato dell’acquacoltura, - spiegano Conor Walsh, portfolio manager, e Michael Urban, chief sustainability strategist di LOIM – che passerà dai 115 milioni di tonnellate del 2018 a 150 milioni di tonnellate entro il 2050, come afferma il World Resources Institute”.

Una maggiore attenzione alla sostenibilità dell’alimentazione e alla salute degli animali, invece, spingerà la domanda di fertilizzanti biologici. Ad oggi, secondo i dati dell’Istituto di cooperazione economica internazionale, sono utilizzate 138 tonnellate di sostanze chimiche ogni anno ed è necessario che queste vengano convertite in fertilizzanti puliti e biologici.


2. Soluzioni di trasformazione

Per transitare verso un sistema alimentare sostenibile, occorre coinvolgere anche le imprese focalizzate sulle attrezzature per la coltivazione, sugli imballaggi, sulla logistica e sulla fornitura. Walsh e Urban si aspettano, ad esempio, “lo sviluppo di nuove macchine agricole elettrificate, compatibili con le pratiche di agricoltura rigenerativa e di precisione”. Ma non solo. Il monitoraggio satellitare, che sembra così lontano dal mondo alimentare, può tracciare lo stato di salute delle coltivazioni, così da agire in modo repentino in caso di necessità. Si può intervenire anche per allungare la vita dei generi alimentari con nuovi modelli di imballaggio che potrebbero prolungarne la freschezza, riducendo gli sprechi.


3. Rivendita alimentare

L’alimentazione sostenibile non si ferma alla sua produzione e trasformazione. Per arrivare sul piatto del consumatore finale deve passare anche da un sistema di distribuzione e rivendita differente. La transizione passerà quindi anche da tutte quelle aziende che commercializzano e servono cibo, come supermercati e ristoranti. Qualche esempio? Secondo le stime di LOIM, “il consumo di alcune categorie di alimenti, come la carne rossa e lo zucchero, diminuirà del 50%, mentre aumenterà di almeno il 100% la domanda di altre categorie di alimenti, come legumi, verdure, noci e frutta fresca e secca”. Di conseguenza i reparti dei supermercati sono destinati a modificarsi, così come i menu. Questa transizione sarà sostenuta dall’innovazione nel settore delle proteine vegetali, fermentate, coltivate e a base di insetti entro il 2030.

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