La frenetica corsa verso l'attuazione di soluzioni sostenibili

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
21.5.2021
Tempo di lettura: 3'
L’eccessivo sfruttamento della terra e delle risorse naturali perdurato fino allo scorso decennio ha lasciato il posto alla consapevolezza che un comportamento ostile all’ambiente e alle sue società torna indietro, spesso, con intensità maggiore. Quali soluzioni sostenibili?
Il pensiero riguardo al cambiamento climatico è in continua evoluzione. Se fino a pochi anni fa tematiche come inquinamento industriale e riscaldamento globale non erano nemmeno prese in considerazione dalle società, oggi sono al centro delle analisi. L'inversione di rotta di questo trend si è però fatta sentire.

Evolve il pensiero, evolve l'offerta finanziaria


A seguito delle nuove regolamentazioni promulgate da governi e istituzioni in materia di sostenibilità, anche il mercato finanziario si è dovuto adattare in fretta. Questioni ambientali, di innovazione tecnologica ed etica stanno procedendo ad un ritmo molto elevato; analogamente, l'offerta di prodotti sul mercato deve modificarsi rapidamente, per tenere il passo con l'evoluzione, senza incorrere in spiacevoli situazioni (esclusioni dai panieri di investimento o sanzioni).

“Per quanto concerne il rischio climatico”, ha sottolineato Sonja Laud, Chief Investment Officer di Legal & General Investment Management (LGIM), in occasione dello Spring Horizons media webinar, “riteniamo che alcune società potrebbero avere crescenti difficoltà ad accedere ai capitali”. L'adattamento da parte delle aziende ai principi della sostenibilità non è immediato perché comporta una variazione profonda dell'organizzazione aziendale e dei processi di investimento. Al contempo, l'offerta di soluzioni di investimento sostenibili deve seguire criteri via via più selettivi. Seguire un percorso chiaro può aiutare le aziende a facilitare questa trasformazione.

Prodotti sostenibili: l'affinamento per fasi


La presa di coscienza su temi quali sostenibilità e ambiente è stata rapida e severa. Dal 2015 al 2021, si sono susseguite varie ricategorizzazioni di prodotto, in base a criteri aggiornati in ambito ambientale, societario e di governance (Esg).

Si è partiti da un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2, per poi aggiungere, pochi mesi dopo, un nuovo criterio di valutazione che prende valuta le aziende al netto delle loro riserve di combustibili fossili, ovvero quelle riserve una volta monetizzabili, ma considerate ormai eccessivamente inquinanti.
Un ulteriore affinamento dei requisiti di sostenibilità legati al prodotto ha riguardato il concetto di Esg in tema finanziario: l'attenzione si è rivolta al peso dei ricavi green rispetto ai ricavi complessivi dell'azienda (green revenue): in altre parole, più rendi, più il contributo verde alla causa dev'esser alto.
Una quarta tappa ha stabilito il requisito denominato “Disclosure & Science Based Target”, ovvero trasparenza e target basati sulla scienza. Questo perché gli obiettivi per ridurre le emissioni di gas serra sono basati sulla scienza e vanno esplicitati all'interno delle notizie e informazioni presentate nei prospetti e nella documentazione aziendale.

Sostenibilità, sfida a lungo termine per le società


Nei più recenti anni, la finanza si è focalizzata in modo crescente su emissioni di carbonio e surriscaldamento globale. Gli ultimi due requisiti indicati dagli esperti di LGIM prevedono una selezione aziendale che si basa sulla attuazione di un percorso di decarbonizzazione ed un livellamento delle temperature, requisiti che si adeguano all'obiettivo dell'accordo di Parigi (accordo tra gli Stati membri delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la riduzione di emissione di gas serra e la finanza) di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi rispetto alle temperature preindustriali.

“Fa riflettere il fatto che per raggiungere l'obiettivo dell'innalzamento delle temperature inferiore agli 1,5°C sia necessario vedere, per i prossimi 10-15 anni, una riduzione delle emissioni simile a quella registrata nel 2020”, commenta Sonja Laud, rimandando al blocco delle attività industriali e produttive legate alla pandemia da Covid-19. Una frase che fa riflettere sul tempo che impiegheranno le società nell'adeguarsi completamente agli ambizioni obiettivi di sostenibilità.

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