Cresce la ricchezza in mano alle donne, ma non i servizi dedicati

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
30.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Le donne continueranno ad aumentare la loro ricchezza, ma non considerare le loro esigenze potrebbe rivelarsi una scelta poco avveduta. Inclusività e diversità nel design dei prodotti, infatti, apportano valore alle aziende: è la ricchezza femminile
Le donne stanno aumentando la loro ricchezza sempre più velocemente, ma spesso non vengono prese in considerazione nella progettazione di prodotti e servizi. Succede nella finanza, ma anche, ad esempio, nel mondo automobilistico, dove non esiste (almeno per l'Unione Europea) un obbligo di crash test con manichini donne prima della messa sul mercato di una vettura.

I numeri della ricchezza (spesso ignorata) al femminile


Dal 2016 al 2019, le donne hanno accumulato ricchezza con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 6,1%, contro un 4,1% degli uomini. Dal 2019 al 2023 si prevede che tale tasso accelererà al 7,2%, contro un 5,2%. Sono questi i dati riportati nello studio Managing the Next Decade of Women's Wealth pubblicato dal Boston Consulting Group (Bcg) nell'aprile del 2020.
Inoltre, le donne aggiungono 5 mila miliardi di dollari al pool di ricchezza a livello globale ogni anno, e, con la crescita futura che dovrebbe accelerare, il conteggio potrebbe aumentare ancora.
Tuttavia, “costantemente le esigenze delle donne non vengono prese in considerazione nella progettazione di prodotti e servizi” afferma Amarachi Seery, Sustainability Analyst di Janus Henderson Investors. Infatti, quando si tratta di prodotti progettati specificamente per le donne, gli sforzi non sempre sono stati sufficienti. I prodotti di colore rosa ne sono un chiaro esempio: “in alcuni casi questi prodotti sono più costosi delle loro controparti di colore diverso e, comunque, non attraggono il pubblico femminile” sostiene Seery. O anche, “design che non riescono a soddisfare le esigenze delle donne e, addirittura, risultano potenzialmente letali” continua l'esperto.

Prodotti dal design pericoloso per le donne


Nel suo libro 'Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano' del 2020, la giornalista e attivista britannica, Caroline Criado Perez, si avvale dell'esempio delle automobili per spiegare la pericolosità di alcuni prodotti. Benché le auto dovrebbero essere progettate per essere neutrali rispetto al genere, nella realtà non è affatto così. Infatti, anche se gli uomini hanno più probabilità di essere coinvolti in un incidente d'auto, le donne hanno il 47% in più di probabilità di essere ferite gravemente, il 71% in più di essere ferite moderatamente e il 17% in più di morire. Questo avviene perché la sicurezza delle auto è progettata dal punto di vista del guidatore maschio. Ad esempio nell'Unione europea non vi è l'obbligo di utilizzare un manichino donna, idoneo da un punto di vista antropometrico, per i cinque test che un'automobile deve superare prima di essere immessa sul mercato. Mentre i regolamenti statunitensi non sono migliori, dato che il manichino donna standard per i test rappresenta il quinto percentile delle donne negli Stati Uniti, ovvero coloro con un'altezza di un metro e cinquanta circa e un peso pari a 50 chili, secondo lo United States Department of Transportation National Highway Traffic Safety Administration.
Anche nei cantieri edili, cappotti di sicurezza, giubbotti ad alta visibilità, scarpe e guanti di sicurezza spesso non sono adatti alle donne, in quanto progettati per gli uomini. Tutto questo potrebbe però avere un impatto negativo sugli acquisti da parte delle donne.

La diversità che porta valore


“Attualmente vi sono tante aziende che capiscono che prodotti e servizi dovrebbero essere progettati per essere inclusivi” commenta l'esperto. E infatti, “queste aziende stanno conquistando quote di mercato rispetto a quelle più affermate”. Un esempio è il fornitore di calzature e abbigliamento sportivo Nike che ha aumentato il numero di vicepresidenti di sesso femminile e/o provenienti da gruppi sottorappresentati. Ma non solo; ha anche incrementato le attività di marketing e innovazione per le donne, rendendo le taglie più inclusive e creando storytelling e connessioni digitali attraverso i social media. Heidi O'Neill, presidente di Nike Direct, è stata fondamentale nel promuovere l'investimento nell'abbigliamento, nella vestibilità e nel design femminili e ora l'azienda sta cercando modi per essere più attenta a come rivolgersi alle donne, alimentando anche l'engagement femminile. “L'azienda, come risultato di questi sforzi, ha testimoniato un aumento delle entrate dall'abbigliamento femminile, indicando marketing e design come le ragioni alla base di tale incremento” chiarisce l'esperto. Janus Henderson ritiene che la diversità di genere possa apportare valore a un'azienda, sottolineando come diversi studi mettano in luce come un team di leadership più diversificato sia correlato positivamente all'innovazione. A dire dell'esperto, “l'engagement con le aziende è un modo fondamentale attraverso cui possiamo assicurarci che le società si assumano le proprie responsabilità e allo stesso tempo cercare di ottenere profitti più elevati per gli azionisti”. La società, infatti, sta iniziando a concentrarsi sull'importanza che i prodotti realizzati siano inclusivi, oltre a considerare i ruoli ricoperti dalle donne all'interno dell'azienda. “Crediamo che inserire donne di talento nel design possa sprigionare una ricchezza di potenziale inespresso, aiutando a promuovere un pensiero alternativo e a rendere le aziende più attente alle esigenze delle donne” conclude Seery.
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