Le tre lettere imprescindibili per i professionisti degli investimenti

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
30.7.2021
Tempo di lettura: 3'
L’attenzione ai fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) è una responsabilità di tutti i professionisti degli investimenti, a prescindere dal settore specifico di riferimento. Con gli esperti di Goldman Sachs Asset Management analizziamo l’applicazione di criteri sostenibili al comparto Fixed Income
Continua a crescere l'attenzione degli investitori verso i rischi ambientali, sociali e di governance. L'analisi Esg ha acquisito sempre più importanza nell'ambito degli investimenti fino a diventare parte integrante delle strategie di portafoglio. “Riteniamo che l'analisi Esg sia fondamentale per identificare rischi aziendali dei mercati attuali e quindi che l'integrazione di questi criteri sia un nostro dovere fiduciario in quanto gestori attivi di patrimoni” afferma Ashish Shah, Co-Chief Investment Officer, Global Fixed Income di Goldman Sachs Asset Management (GS).
Nel valutare le opportunità che offre questo tipo di analisi, non si può prescindere dal considerare i fattori Esg anche all'interno del comparto obbligazionario: Goldman Sachs ha infatti lanciato il GS ESG-Enhanced Global Income Bond Portfolio, che risponde all'esigenza di raggiungere i propri obiettivi finanziari con un'attenta considerazione di tali fattori.
“L'Esg” commenta Shah “è semplicemente una responsabilità di tutti i professionisti degli investimenti, non solo di quelli che si occupano specificatamente del settore”. Ma come integrare questi fattori all'interno di un portafoglio obbligazionario?

Materialità, momentum e coinvolgimento: l'Esg di GS


“L'applicazione dell'ottica Esg al nostro processo di investimento può essere importante per individuare meglio quali fattori Esg si manifestano nei risultati finanziari di ogni settore aziendale o classe di attivi obbligazionari: un concetto noto come “materialità”” spiega Niamh Whooley, Fixed Income Corporate Credit di GS. A questa fonte di differenziazione, GS ne aggiunge altre due: il momentum e il coinvolgimento degli stessi obbligazionisti.
“Nel 2020” prosegue Whooley, “abbiamo rafforzato la solidità del nostro processo Esg assegnando rating Esg “proprietari” a oltre il 90% del totale tra obbligazioni societarie e titoli di Stato oggetto della nostra ricerca”. Il processo di assegnazione del rating Esg consiste nel confrontare la performance Esg di un emittente obbligazionario rispetto al suo gruppo di appartenenza e poi determinare, sulla base del momentum, se un'azienda si trova su un percorso stabile, in fase di miglioramento o peggioramento. L'ultimo passaggio del processo, chiarisce l'esperto, è il confronto diretto con il management dell'azienda che “può aiutarci a collegare la reportistica Esg con la performance e ci permette di comprendere meglio la strategia e i fattori qualitativi delle società che non possono essere rappresentati nella reportistica”. In che modo però gli investitori potrebbero cogliere delle opportunità in questo settore?

Analisi Esg e obbligazioni: quali le opportunità da cogliere?


“Considerato il continuo sostegno economico concesso dalle banche centrali, potrebbe essere prematuro abbandonare le esposizioni procicliche. Continuiamo a vedere opportunità nei settori del credito societario, del credito cartolarizzato e del debito dei mercati emergenti” afferma Jonathon Orr, Fixed Income Portfolio Manager di GS. “Le politiche monetarie attuate dalle banche centrali sostengono le condizioni di mercato, ma non impediscono il declassamento dei rating e i default. Diversificazione, rotazione dei settori e accurata selezione dei titoli, ossia i principali criteri della gestione attiva, possono aiutarci a gestire i rischi di credito e a individuare opportunità per la generazione di redditi elevati e la crescita del capitale” conclude Orr.

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