Giovani al comando della rivoluzione green

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
26.11.2021
Tempo di lettura: 3'
La sentenza di condanna di giovani consumatori ed elettori di tutto il mondo potrebbe abbattersi su coloro (fornitori di servizi, commercianti o politici) che non si adattano alla rivoluzione green
Concentrarsi, tramite i Millennials, sul tema del millennio: il cambiamento climatico e le sue implicazioni in caso di inattività. La battaglia dei giovani, più sensibili al tema della sostenibilità ambientale, non è un topic nuovo. Piuttosto, è una questione difficile da gestire, che coinvolge una pluralità di soggetti ed interessi.

Un problema non più rimandabile


“I cambiamenti climatici e le loro devastanti implicazioni non sono una novità” delineano da Goldman Sachs Asset Management, considerato che “dalla presentazione dei primi dati concreti sull'assottigliamento dello strato di ozono, negli anni settanta, le comunità scientifiche e ambientali si sono trovate in disaccordo con politici e industriali su cosa occorresse fare”. Finora, infatti, le autorità politiche mondiali non sono riuscite a raggiungere un accordo su misure e normative rigorose da implementare. Un tema delicato, che è stato recentemente ribadito in sede di G20 e COP26 (Conferenza delle Nazioni Unite per combattere l'emergenza climatica).
L'ultimo sforzo internazionale concertato è stato effettuato con la firma dell'Accordo di Parigi nel 2015 e con il conseguente sforzo di contenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi centigradi a lungo termine. Tuttavia, la valutazione pubblicata lo scorso 9 agosto 2021 dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha evidenziato la gravità dell'impatto delle attività umane sul clima nonché l'urgenza della situazione che potrebbe perdurare e provocare danni irreversibili.
“Questa battaglia è stata combattuta in un contesto di relativa indifferenza, se non di scetticismo, da parte di consumatori ed elettori in tutto il mondo. Almeno, lo è stata fino ad ora” precisano gli esperti di Goldman Sachs Asset Management, secondo cui “la rivoluzione ambientale” è già iniziata.

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La denuncia dei Millennials


A guidare questa svolta green sono le nuove generazioni. Il Deloitte Global Millennials Survey 2019 ha mostrato come la maggiore preoccupazione dei Millennials (noti anche come “Generazione Y”) per il futuro sia proprio l'ambiente. L'ampia partecipazione da parte di giovani studenti e lavoratori agli scioperi indetti dal movimento #FridaysforFuture in molte città d'Italia e del mondo sembra confermarlo. “Oggi le generazioni più giovani, Millennials in testa, sono sempre più consapevoli delle potenziali conseguenze di questa inazione e hanno un punto di vista differente rispetto alle generazioni precedenti”, affermano da Goldman Sachs Asset Management.
I Millennials, nati tra il 1981 e il 1996 e divenuti oggi la categoria di consumatori “forti”, hanno cominciato ad agire. I loro voti alle elezioni e i loro consumi quotidiani cominciano a rifletterne i valori. Nel Deloitte global 2021 Millennial and Gen Z survey, il 28% di tutti gli intervistati ha affermato di aver avviato o approfondito la propria relazione con aziende i cui prodotti e servizi sono vantaggiosi per l'ambiente. Al contrario, circa lo stesso numero ha interrotto o ridotto i rapporti con organizzazioni le cui offerte sono considerate dannose per il pianeta. “La domanda crescente di beni e servizi da fonti sostenibili obbligherà le aziende ad adattarsi e a trovare nuove soluzioni” evidenziano gli esperti .

Un fronte comune per investire nella rivoluzione della green economy


Gli esperti di Goldman Sachs Asset Management ricordano che non esiste un pianeta B e che è “importante concentrare gli investimenti sul pianeta in cui noi tutti viviamo”. La transizione green deve avere come protagoniste le imprese innovative, coinvolte attivamente nella risoluzione delle sfide ambientali del futuro: energia pulita, efficienza delle risorse, consumo sostenibile, economia circolare, sostenibilità idrica. “Le società più innovative allineate con questi 5 temi chiave possono essere ben posizionate per guidare la “rivoluzione verde” e beneficiare di una dinamica particolarmente positiva della domanda”, affermano. In questo contesto, gli investitori otterrebbero ritorni interessanti sia a livello finanziario che in termini di impatto generato. Anche senza stimoli governativi e politici, la sostenibilità diventa così un imperativo commerciale e competitivo.

 

 

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