Tra 5-10 anni Pechino e Hong Kong supereranno Wall Street

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
15.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Dal 2016 le società quotate sulle borse cinesi (Hong Kong inclusa) superano quelle quotate negli Stati Uniti. Un roseo futuro sembra delinearsi per le piazze finanziarie asiatiche, previo qualche rischio
“Nei prossimi cinque o dieci anni, l'Asia potrebbe raggiungere una massa critica di infrastrutture di mercato per rivaleggiare con le borse statunitensi”. Così Paras Anand, Chief investment officer, Asia Pacific di Fidelity International. “Le stelle sembrano tutte allineate per una nuova ondata di fiorenti acquisti di azioni in Asia, dove la ripresa economica, le riforme delle quotazioni, l'innovazione tecnologica e l'apprezzamento della valuta si stanno combinando per guidare un boom del capitale azionario”.

I numeri delle Ipo asiatiche


A confermarlo, il fatto dal 2016 le società quotate sulle borse cinesi (Hong Kong inclusa) superano quelle quotate negli Stati Uniti. Non solo: nel 2020, Cina e Hong Kong hanno registrato più Ipo che Wall Street, per un totale di 537 contro 509. Al momento, la più grande Ipo del 2021 a livello globale ha avuto luogo proprio ad Hong Kong. Risale al 5 febbraio il debutto di Kuaishou Technology, società cinese che con la sua app di livestreaming è diretta competitor TikTok (di proprietà di ByteDance); l'offerta iniziale ha raccolto 5,4 miliardi di dollari, cifra che per un'azienda tech è seconda soltanto alla Ipo di Uber nel maggio 2019.

Le ragioni di un trend in crescita


Seppur giovani, le borse cinesi risultano estremamente vivaci, anche in confronto alle controparti di lunga data. Si pensi infatti che nel 2020 i proventi delle Ipo in Cina e Hong Kong hanno totalizzato 119 miliardi di dollari, rispetto ai 181 raccolti negli Stati Uniti. Un margine che, seppur significativo, sembra destinato ad assottigliarsi.

“La Cina sta progressivamente aprendo i suoi mercati finanziari agli investitori stranieri, che negli ultimi trimestri si sono riversati nelle obbligazioni e nelle azioni onshore del paese”, spiega Anand. È probabile che nel prossimo futuro il trend continui, dato che “la robusta crescita economica e il renminbi forte convincono più fondi ad aumentare la loro allocazione agli asset cinesi. I fornitori di indici come MSCI e FTSE negli ultimi anni hanno aumentato il peso delle azioni cinesi nei benchmark azionari globali, aumentando ulteriormente il loro appeal”.

I rischi per le piazze finanziarie cinesi


Tuttavia, vi sono alcuni rischi che minano all'ascesa delle piazze finanziarie cinesi. In primis, le tensioni commerciali tra Pechino e Washington, che se da un lato “hanno stimolato una raffica di aziende tecnologiche cinesi a lasciare le borse americane per tornare in Asia”, dall'altro hanno messo “sotto esame alcune emittenti cinesi dopo che gli Stati Uniti hanno vietato agli investitori americani di possedere azioni di una serie di aziende con sede in Cina, evento che ha introdotto maggiore incertezza nel breve termine”, continua Anand.

Un'ulteriore sfida è rappresentata dai rigidi controlli normativi che coinvolgono i prezzi delle Ipo, che “hanno destato preoccupazione tra gli emittenti e gli investitori del mercato onshore cinese. Pensiamo che questa e altre questioni dovrebbero essere affrontate al meglio nei futuri cicli di riforma delle quotazioni, e siamo incoraggiati da alcune delle liberalizzazioni pilotate in aree come il mercato STAR di Shanghai”, conclude Anand.

 

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