Il reddito fisso non è mai stato così green

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
18.12.2020
Tempo di lettura: 3'
L'integrazione dei criteri Esg negli investimenti a reddito fisso è cosa nuova per la maggior parte degli investitori, ma non per i gestori attivi in questo campo. Quali i benefici?
Reddito fisso, fattori Esg ed Europa non sono mai andati così d'accordo: nel prossimo futuro il mercato delle obbligazioni verdi potrebbe raddoppiare grazie all'acquisto da parte della Banca Centrale Europea di 155 miliardi di euro in green bond entro la fine del 2021. Lo spiega Fidelity International grazie ai dati di Bank of America: “all'inizio del 2020 l'Unione Europea, in occasione del lancio del Recovery Fund, ha confermato il suo impegno a favore del Green Deal con una spesa di 1.000 miliardi di euro, di cui 225 miliardi saranno investiti in obbligazioni green”.

Reddito fisso green, i benefici


L'attenzione ai criteri Esg nell'economia e nella finanza da parte dell'Unione Europea non è cosa nuova, tantomeno la resilienza che gli investimenti sostenibili hanno dimostrato in questi tempi di crisi. Ma solamente nei tempi recenti i chiari vantaggi che l'integrazione dei fattori Esg nei processi di selezione degli investimenti poteva comportare in ambito azionario è risultata chiara anche per il comparto del reddito fisso. Affiancandosi alle metriche tradizionali come i dati finanziari degli emittenti, la probabilità di default, le misure di liquidità e la performance degli spread, le tematiche sostenibili “aggiungono valore in un portafoglio obbligazionario globale al di là dei puri dati finanziari, sia migliorando la performance che riducendo la volatilità”, sottolineano gli esperti di Fidelity.

Esg come sinonimo di qualità


A confermarlo, un recente studio di Fidelity. Nei primi nove mesi del 2020, infatti, le società con rating Esg più alti hanno ottenuto risultati in media migliori rispetto ai loro omologhi con rating più bassi. Tra le 1450 emittenti valutate, i 154 con rating A hanno offerto un rendimento del -0,5%, mentre gli emittenti con rating B e C hanno offerto rendimenti pari rispettivamente a -1,5% e -1,9%. Ma non solo: “le aziende con un elevato rating Esg hanno anche uno spread iniziale più basso e dunque ci si aspetterebbe una migliore performance in un mercato volatile grazie alla loro maggiore qualità creditizia”, conferma Fidelity.

Esg e obbligazioni, una storia più lunga


Se per la maggior parte degli investitori risulta solo ora più semplice comprendere i benefici aggiunti dall'integrazione dei criteri Esg nelle decisioni di investimento, “in realtà i gestori di obbligazioni attivi già da lungo tempo prendono in considerazione i fattori di sostenibilità, anche se prima non erano etichettati in questo modo. Ad esempio, i rischi di corruzione, la struttura di governance e il potenziale di questioni esterne negative derivanti da cattive politiche ambientali o pratiche sociali, sono al centro della ricerca sul credito già da molti anni: ciò non dovrebbe sorprendere se si considerano i principi di base dell'investimento a reddito fisso”. I vantaggi, quindi? Migliorare le misure classiche del rischio di default in un portafoglio, così come ridurre il rischio di default ex-post.

 

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