Questioni politiche: la Cina può (e deve) continuare a crescere

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
9.4.2021
Tempo di lettura: 3'
La Cina si trova ad un importante punto di svolta: il 2021 rappresenta infatti il post pandemia, il consolidamento della new economy (l'epoca dell'integrazione digitale a 360°) e il centenario del partito comunista cinese
Tra le certezze che si legano alla Cina, una prevale sulle altre: Pechino non può permettersi di rallentare. E le ragioni sono chiare. In un anno cruciale per qualsiasi economia, il Dragone si trova ad un importante punto di svolta: il 2021 rappresenta infatti il post pandemia, il consolidamento della new economy (l'epoca dell'integrazione digitale a 360°) e il centenario del partito comunista cinese (pcc), i cui festeggiamenti cadranno il prossimo 23 luglio. Per quella data, il partito al governo dovrà cercare di presentarsi al meglio, con una Cina sana, che cresce e si attesta a livello internazionale.

La Cina (e il pcc) necessita di buoni numeri


Pechino ha già iniziato a preparare il terreno. L'ha fatto a partire dall'Assemblea Nazionale del Popolo apertasi lo scorso 5 marzo, quando sono stati stabiliti i principali obiettivi economici e macroeconomici per il 2021, con l'approvazione l'11 marzo del quattordicesimo Piano quinquennale di sviluppo economico e sociale (2021 – 2025).

Un piano che, sottolineano gli esperti di Fidelity International, “enfatizza lo sviluppo di alta qualità, senza però stabilire un obiettivo di crescita annuale del Pil”. Al contrario, “il governo punta ad assicurare che la produttività complessiva cresca più rapidamente del prodotto interno lordo” riducendo al minimo la disoccupazione urbana.

Una strategia di comunicazione che appare lungimirante e che ha tolto l'attenzione sull'obiettivo di Pil a medio termine, ponendola invece sullo sviluppo interno e sull'indipendenza del paese (tecnologica e non). E' stato invece indicato un dato superiore al 6% per la crescita attesa 2021, in linea coi livelli pre-covid (nonostante la Cina sia stata l'unica grande potenza ad aver chiuso il 2020 con un Pil annuale positivo a +2,3%).

“In questo modo, le autorità dispongono oggi di un ampio margine di manovra nell'affrontare le potenziali incertezze” tra cui spiccano, oltre alla pandemia, i rapporti con gli Stati Uniti.

“Pechino tornerà inoltre a raddoppiare gli sforzi per promuovere l'innovazione a vantaggio dell'autosufficienza tecnologica”. Tra le altre priorità del Dragone, stimolare la domanda interna, rilanciare il settore manifatturiero e perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile nel rispetto ambientale.

Questioni politiche: gli appuntamenti in agenda


Dopo la festa per il capodanno lunare di febbraio (con l'ingresso nell'anno del bufalo), l'attenzione è ora rivolta alla festa del 100 anni: tendenzialmente, il partito comunista si concentrerà su alcuni dei più noti successi ottenuti in questi anni. In primis, l'eliminazione della povertà assoluta nelle campagne, il contenimento della pandemia e lo sviluppo economico del paese.

A settembre 2021 sono inoltre attese le elezioni legislative ad Hong Kong, già rimandate di un anno ufficialmente a causa della pandemia. Un appuntamento che potrebbe trasformarsi in un non-evento, dopo il via libera di Pechino alla riforma del sistema elettorale, con cui la Cina si assicura il controllo della città-stato e mette fine alla politica del “un paese, due sistemi” (utilizzata 42 anni fa da Deng Xiaoping). La presa di potere su Hong Kong potrebbe nuovamente acuire i rapporti Usa-Cina, già complicatisi dopo l'ok alla legge sulla sicurezza nazionale.

Investire nella nuova Cina: FF China Innovation Fund

Dopo il forte favore registrato dai mercati lo scorso anno (con l'indice MSCI China che a febbraio 2021 ha registrato una performance anno su anno del +43%, con un rapporto utile per azione di 17,4x, massimo dal 2008), la contrazione del mercato cinese a cavallo tra febbraio e marzo “non risulta inattesa” sottolineano Tina Tian & Casey Mclean, FF China Innovation Fund. Un calo che si lega alle crescenti paure di surriscaldamento del livello dei prezzi americani e, dunque, di un rialzo del livello di inflazione capace di imporre politiche monetarie più restrittive prima del tempo.

“Ci stiamo concentrando sempre più sulla certezza della crescita di titoli con valutazioni più elevate. Al contempo, abbiamo incrementato l'esposizione a diverse idee interessanti, divenute tali alla luce della correzione osservata”. Fatta da parte la volatilità di breve, “siamo sempre fermamente convinti che il tema dell'innovazione continuerà trainare la crescita, determinando i vincitori di domani nel lungo termine".

Autonomia e innovazione restano quindi al centro della scena, paventando la strada per il conseguimento dell'obiettivo del Presidente, Xi Jinping, di “raddoppiare l'economia nazionale entro il 2035”.

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