Questione di sentiment: gli analisti preferiscono l'Europa

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
6.8.2020
Tempo di lettura: 3'
Sentiment positivo in Europa, negativo in Nord America e Giappone. Importanza agli obiettivi di lungo termine: la diversity della forza lavoro è sotto i riflettori. Se gli analisti cominciano a intravedere indicatori positivi di crescita, molto dipende dalle aree geografiche – e dai settori – con cui lavorano
Nel 2020, l'ottimismo è questione di area geografica: lo confermano gli analisti di Fidelity International. Nell'ultima edizione di Pulse Survey, condotta a inizio luglio 2020, la casa d'investimento ha intervistato 137 tra i suoi analisti.

Nonostante la tendenza globale di ottimismo e crescita sia più accentuata a luglio rispetto ai dati del mese precedente (il 43% degli analisti evidenzia indicatori positivi a livello mondiale rispetto al 39% dell'ultima rilevazione), sono presenti importanti differenze tra le diverse aree geografiche.

Diversità geografica


L'ottimismo è trainante in Europa, dove le attività stanno gradualmente riprendendo grazie alla stabilizzazione dei contagi e misure di protezione dal (e contenimento del) virus. “Circa la metà degli analisti, infatti, considera positivi i principali indicatori, rispetto al 39% della passata edizione, e il bilancio si muove leggermente a favore di coloro che prevedono una crescita dei ricavi su base annua nei prossimi sei mesi”, riporta la Survey.

La situazione, però, è ben diversa per quei Paesi in cui si sta raggiungendo solo ora il picco dei contagi relativi alla prima ondata epidemica. In Nord America, infatti, solo il 31% degli analisti riporta indicatori positivi, un dato che sorprende se si considera lo stesso dato in giugno (43% delle risposte). Situazione analoga per il Giappone, con un decremento del 14% da giugno (45%) a luglio (31%). Un caso simile, anche se non coperto estensivamente dalla Survey, potrebbe essere rappresentato dall'Australia, a causa delle severe misure di lockdown intraprese solo recentemente in alcune aree del Paese.

Diversità di settore


Non solo aree geografiche, però. Le diversità continuano anche a seconda del settore analizzato. Nei beni discrezionali il sentiment è aumentato al 56% secondo gli analisti, anche se “qualunque segnale di ripresa rimane comunque graduale e parte da livelli molto bassi”. Stesso dato anche per il settore energetico, in cui tuttavia non si è così ottimisti su base annua. Il 78% degli analisti Fidelity, infatti, “si attende un calo – anno su anno – della crescita degli utili per il resto del 2020”. Il settore finanziario è quello in cui la positività rimane un miraggio, con il 57% di analisti ad attendersi un calo degli utili nei prossimi sei mesi. La causa? Secondo Fidelity, “l'aspettativa di tassi di crescita a medio termine più contenuti che potrebbero pesare sul mercato e sui rendimenti delle asset class per gli investitori di tutti i segmenti”.

Diversità sociale


In tempi turbolenti la diversità sociale non può essere messa in secondo piano: secondo Fidelity, questo fattore sta diventando una priorità per molte aziende. “Al di là dell'impatto finanziario della pandemia, vi è evidenza di un cambiamento culturale”, con la diversità della forza lavoro in aumento nella lista delle priorità in diversi mercati.

“In Giappone l'attenzione si concentra sulla diversità di genere, con la maggior parte degli analisti che riferiscono tentativi di migliorare l'equilibrio di genere nelle aziende”, sottolinea Fiona O'Neill, Director, Global research in Fidelity. Cambiamenti spinti soprattutto dall'attualità: “in Nord America, circa la metà degli analisti riferisce una crescente attenzione alla diversity etnica, a seguito dell'impatto del movimento Black Lives Matter”, conclude O'Neill.

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