Dividendi, una difesa contro il rischio di inflazione

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
17.5.2021
Tempo di lettura: 3'
In un mondo che si prepara alla ripresa economica post Covid e al contestuale rialzo del livello dei prezzi, le aziende che corrispondono utili agli azionisti potrebbero essere la migliore alternativa. Con Fidelity International parliamo del rapporto inflazione-cedole-dividendi
Lo stacco del dividendo sopravvive al contesto inflazionistico, a differenza del comparto obbligazionario, dove il rialzo dei prezzi va ad intaccare il potere d'acquisto reale delle cedole.
“Al culmine dell'incertezza indotta dalla pandemia sui mercati l'anno scorso, molte aziende hanno ricevuto pressioni economiche e/o politiche per tagliare o sospendere la propria corresponsione di dividendi”. Così Matthew Jennings, Investment Director di Fidelity International.

Per sollevare un'economia bloccata dalla pandemia, governi e istituzioni hanno varato misure di stimolo senza precedenti, dall'attuazione del piano da 1,9 mila miliardi di aiuti diretti ai cittadini americani stanziati dal presidente Joe Biden (che ha portato le vendite al dettaglio americane nel mese di marzo a crescere del 9,7%), al mantenimento di tassi di interessi prossimi allo zero da parte della Federal Reserve statunitense.

Inflazione: cedola vs dividendi


“I periodi di inflazione possono essere impegnativi per gli investitori in cerca di reddito, poiché l'inflazione erode il potere d'acquisto reale delle cedole delle obbligazioni, che sono generalmente fissate a un certo livello. Al contrario” prosegue l'esperto di Fidelity, “i dividendi sono una quota dei profitti aziendali e, dunque, se i profitti aumentano, possono aumentare anche loro. Questa crescita significa che possono aumentare in linea con, o prima, dell'inflazione, proteggendo il potere d'acquisto reale di tali flussi di reddito”.
Partendo infatti da una analisi prospettica, dal 1900, la crescita decennale annualizzata dei dividendi nello S&P500 ha superato la crescita dell'Indice dei prezzi la consumo (Ipc) per quasi tre quarti del tempo (il 73%).

Nel valutare quelle aziende appartenenti a settori più difensivi, tra cui beni di consumo, utilities e assistenza sanitaria, “aziende di alta qualità con buone prospettive di dividendo sembrano ora sottovalutate” ha concluso Jennings. “Per gli investitori orientati al reddito, ciò significa che è un ottimo momento per adottare una visione a lungo termine”.

 

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