Cosa si cela dietro le recenti mosse della Cina

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
6.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Le stringenti regolamentazioni promosse dalla Cina hanno pesato sui mercati domestici, con un calo mensile dei listini a luglio che Pechino non registrava dalla crisi 2008. Con gli esperti di Fidelity International analizziamo come trovare opportunità in questo mercato
La nuova regolamentazione del governo cinese sul settore tecnologico, accompagnata dall'ulteriore stretta sul tutoring privato, ha provocato un pesante sell-off dei titoli cinesi a fine luglio, alimentando i timori di incertezze politiche più profonde nel mercato corporate cinese.
Tuttavia “pensiamo che alcune di queste preoccupazioni siano state sopravvalutate e che sia necessaria una analisi ulteriore. Alcune delle vendite registrate appaiono eccessive, e questo potrebbe creare opportunità per gli investitori in quegli spazi dove la crescita a lungo termine rimane intatta e l'impatto della politica è neutrale o positivo”. Così Paras Anand, Capo degli investimenti azionari pan-europei di Fidelity International.

Stop al tutoring privato come settore a scopo di lucro


Il governo di Pechino ha detto stop ai servizi di tutoring privato come settore a scopo di lucro. La spesa da parte delle famiglie per l'istruzione dei figli, nota come una delle “tre grandi montagne” insieme all'acquisto della casa e all'assistenza sanitaria, è continuata a crescere negli ultimi anni gravando sulle spalle dei nuclei familiari cinesi. L'obiettivo di queste nuove regolamentazioni è chiaro: “ridurre gli oneri finanziari in capo ai genitori per contribuire ad aumentare il tasso di natalità del Paese in fase di declino” spiega Anand.
Non a caso, la stretta regolamentare arriva appena dopo l'introduzione della 'politica dei tre figli', ovvero la concessione alle famiglie cinesi da parte del governo di superare il limite di due figli a famiglia, in vigore da dicembre 2013, quando le autorità cinesi rivoluzionarono dopo 30 anni la 'politica del figlio unico', allora necessaria a tenere sotto controllo la crescita demografica.
Complessivamente, le repressioni normative nel settore del tutoring privato hanno fatto registrare perdite di capitalizzazione di mercato alle aziende dell'istruzione privata cinese (scambiate a Wall Street, Pechino e Hong Kong), pari a 126 miliardi di dollari, secondo i dati di Bloomberg del 26 luglio 2021. Non solo: a fine luglio, le azioni delle società cinesi quotate negli Stati Uniti hanno registrato il più greve calo dalla crisi finanziaria globale del 2008 (per un valore di circa 400 miliardi di dollari di capitalizzazione).
“Per alcuni investitori, le politiche contro il settore del tutoring hanno sollevato i timori di uno scenario peggiore, che potrebbe contemplare un giro di vite normativo stringente di più ampia portata verso altre industrie cinesi” prosegue l'esperto.

Cosa riserva la Cina agli investitori?


La Cina sta tentando di raggiungere una crescita più equilibrata a lungo termine e di ridurre le disuguaglianze sociali. “Una maggiore qualità della crescita” spiegano da Fidelity, “offrirà solo migliori opportunità di investimento”. Le aree che risultano essere maggiormente allineate con gli obiettivi a lungo termine del governo includono l'energia verde, i semiconduttori, le nuove infrastrutture, le catene di fornitura di veicoli elettrici e la produzione di fascia alta.
“Per quanto riguarda i settori che devono affrontare un maggiore controllo normativo, ci concentriamo sulle aziende che hanno modelli di business più sostenibili o un potere di prezzo più forte” conclude Anand. “Una maggiore regolamentazione può essere positiva a lungo termine in molti casi, e dobbiamo guardare alle dinamiche specifiche del settore per identificare vincitori e vinti”.

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