Cosa aspettarci per il futuro della guerra Russa/Ucraina? Ecco quattro scenari

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Dopo mesi di protrarsi del conflitto, cosa possiamo aspettarci che succeda? Columbia Threadneedle Investments propone e analizza quattro possibili futuri scenari

Abbiamo iniziato l’anno con l’inflazione in continuo aumento, il mercato azionario sempre più debole e la supply chain ancora in rallentamento a causa della pandemia. A questo però, ufficialmente dal 24 febbraio 2022, si è aggiunta anche la guerra tra Russia e Ucraina, un conflitto che va avanti da mesi e di cui non si vede la fine. Oltre a rappresentare un problema umanitario, le tensioni hanno fortemente modificato lo scenario macroeconomico: i costi energetici e delle materie prime sono saliti alle stelle, la disponibilità di scorte di grano adeguate è sempre più ridotta e non sembra esserci soluzione ai colli di bottiglia della supply chain. Columbia Threadneedle Investements ha deciso di approfondire gli effetti dell’impatto del conflitto, cercando di analizzare alcuni possibili scenari futuri nel corso del webinar Crisi Russia/Ucraina: implicazioni per i mercati e prospettive per il secondo semestre 2022, tenutosi lo scorso 6 luglio. Secondo Joshua Kutin, North America Head of Asset Allocation, “la guerra russa-ucraina potrebbe evolversi in quattro modi differenti, che avrebbero un impatto diverso non solo dal punto di vista geopolitico, ma anche sul mercato”. Vediamoli insieme. 


Guerra Russia Ucraina, 4 possibili scenari futuri


1. Ridimensionamento del potere russo 

Secondo Kutin, uno dei possibili scenari è che la Russia ritorni sui suoi passi, con uno stop ufficiale alla guerra. Due motivazioni principali potrebbero portare a questo scenario: “le sanzioni sempre più ingenti oppure un cambio di regime interno potrebbero spingere verso la fine del conflitto”. Se da un lato le sanzioni dovrebbero essere molto pesanti per vedere questo scenario, dall’altro non si dovrebbe mirare alla completa distruzione del sistema politico russo, come sostenuto dal Toda Peace Institute. “Il ridimensionamento del conflitto avrebbe ottimi effetti sui mercati globali, portando l’azionario finalmente in territorio positivo. In particolare, sull’indice S&P500 (total return) l’impatto positivo sarebbe del 4%, mentre sugli indici MSCI Europe e MSCI Asia Pacific sarebbe addirittura del 9 e dell’11% rispettivamente”. 


2. Continuazione della guerra 

La seconda opzione che Kutin si immagina è che l‘occupazione dell’Ucraina non si fermi. Anche in questo caso vi sono due possibili scenari che possono avvalorare questa ipotesi: “la guerra in Ucraina proseguirà oppure le operazioni militari russe si fermeranno, istituendo in Ucraina un nuovo governo, da loro coordinato, al posto di quello attuale”. Questo in particolare è lo scenario che avrebbe un impatto minore sui mercati finanziari: “Il comparto azionario potrebbe arrivare a guadagnare al massimo il 2%, mentre sull’obbligazionario i tassi sarebbero intorno allo zero e anche sul comparto materie prime l’effetto sarebbe piuttosto limitato”. 


3. Crescita del potere russo 

Columbia Threadneedle Investments considera anche una soluzione in cui la Russia ottenga sempre maggior potere, riuscendo ad ampliare le sue mire espansionistiche e arrivando ad attaccare anche alcuni paesi limitrofi. Secondo la Nato, fra i paesi a rischio vi sono, tra gli altri, Georgia e Moldavia, ma anche il Kazakistan, nonostante sia formalmente un alleato russo. Se diventasse realtà, questo scenario “avrebbe un impatto negativo soprattutto sul mercato azionario, e in particolare su quello europeo, con un effetto negativo sull’indice MSCI Europe fino a -17%”. 


4. Espansione del conflitto alla Cina 

Al momento la Cina non ha una posizione chiara nel conflitto russo-ucraino. La situazione però, secondo Kutin, potrebbe cambiare in due casi: “se venissero imposte delle sanzioni formali di ritorsione proprio ai danni della Cina o se questa decidesse in prima persona di attuare una politica militare più aggressiva”. Concentrandoci sul secondo caso, il Dragone potrebbe entrare nel conflitto offrendo supporto militare alla Russia oppure, sfruttando la situazione incerta e caotica, potrebbe attaccare obiettivi che le interessano in prima persona. Uno fra questi è Taiwan: secondo The Guardian, infatti, già nei primi mesi del 2022 la Cina ha più che raddoppiato le incursioni aree sul territorio vicino, mantenendo la flotta del governo di Taipei sotto pressione. Questo scenario sarebbe anche quello con un impatto più pesante sui mercati. La Cina è infatti la seconda potenza economica globale: “Il mercato azionario potrebbe subire un calo fino al 27% in Europa e addirittura fino al 34% nell’area Asia-Pacifico, mentre sul fronte obbligazionario sarebbe il comparto corporate a subire gli effetti più pesanti. A beneficiare della situazione sarebbe invece il mercato delle materie prime, con un effetto positivo che potrebbe arrivare fino al 12%”. 



 Fonte: Columbia Threadneedle Investments, dati al 30 giugno 2022.

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