Lotta al climate change: servono flessibilità e pragmaticità

We Wealth
Antonio Murtas
28.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Per gli investitori che intendono combattere il climate change occorre adottare una mentalità aperta e non escludere a priori anche quei settori che, pur non essendo oggi ancora carbon free, hanno fissato ambizioni obiettivi per il futuro

Nella lotta al cambiamento climatico la strategia vincente è quella più flessibile e pragmatica. Sebbene sia corretto vedere le energie rinnovabili come il presente e il futuro della lotta al climate change, è pur vero che la completa sostituzione delle fonti fossili avverrà in un domani ancora lontano, e che la stessa transizione energetica non è priva di ricadute per l’ambiente. Se la finanza intende contribuire agli sforzi per proteggere l’ambiente e il futuro delle prossime generazioni, questa deve adottare un approccio concreto agli investimenti. Come spiega infatti Michel Wiskirski, esperto di transizione energetica e fund manager di Carmignac, gli investitori devono considerare anche quelle aziende che, pur generando oggi emissioni, si stanno attivamente muovendo per de-carbonizzare i propri processi già nel prossimo futuro. 

Credere nella capacità di innovare e rinnovarsi 

Realisticamente, investire solamente in società modello non consentirà di raggiungere pienamente un’adeguata riduzione delle emissioni co2” aggiunge Wiskirski. “È ovviamente impossibile fare a meno degli operatori del settore delle energie rinnovabili, tuttavia è necessario fare un passo avanti”. Secondo l’esperto di Carmignac, infatti, è necessario destinare capitale non solo ai provider di energia pulita, ma anche a tutte quelle società che partecipano con le proprie attività al processo di transizione energetico. Tra queste vi rientrano aziende che, ad esempio, producono carburanti a basso impatto ambientale o che implementano tecnologie che aiutano a combattere l’inquinamento. Infine, aggiunge Wiskirski, possono essere considerate in questo elenco anche le grandi compagnie produttrici di petrolio e gas naturale, a patto che abbiano però presentato piani chiari e dettagliati in materia di energie rinnovabili, per crescere come aziende leader mondiali nella transizione sostenibile. “Sebbene Carmignac tenga conto dei criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) fin dalla sua costituzione” spiega l’esperto “l’accento ora viene posto sull’attività di engagement attraverso il dialogo con le aziende, volto a guidarle verso soluzioni più sostenibili. Il nostro obiettivo è in definitiva quello di apportare un contributo positivo all’ambiente e alla società”. 

Carmignac Portfolio Green Gold 

La filosofia di investimento di Carmignac si concentra su aziende che si stanno attivamente muovendo per mitigare l’impatto climatico, ivi compreso quello riconducibile alla propria attività. “Carmignac Portfolio Green Gold è un fondo azionario tematico sostenibile (OICVM) che investe in società innovative che operano o che contribuiscono in modo attivo alla mitigazione dei cambiamenti climatici lungo l'intera catena di valore delle energie rinnovabili e dell'industria” spiega Wiskirski. La strategia si concentra su settori a crescita sostenibile a lungo termine, nonché in aziende al centro della rivoluzione "green" che contribuiscono in maniera positiva alla riduzione delle emissioni di co2. A tal fine, il fondo investe in società che offrono soluzioni a basse emissioni di carbonio (produzione di elettricità green, mobilità green, edilizia green), favoriscono la riduzione delle emissioni o l'efficienza energetica, o intraprendono iniziative che contribuiscono all'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050, comprese le aziende impegnate nell'estrazione più efficiente delle materie prime, aspetto fondamentale per mitigare i cambiamenti climatici.

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