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Per Wall Street è meglio inflazione sopra o sotto il 2%? | WeWealth

Per Wall Street è meglio inflazione sopra o sotto il 2%?

Matilde Sperlinga
3.11.2023
Tempo di lettura: 3'
Quanto tempo servirà ancora prima che l’inflazione statunitense ritorni sotto il target del 2%? Ma soprattutto, quale sarà l’effetto delle politiche necessarie a raggiungere l’obiettivo di inflazione? Capital Group ha risposto a queste e altre domande attuali

L’inflazione è sotto controllo, quindi i consumatori non devono preoccuparsi prima di iniziare i loro acquisti”, queste le parole dell’ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan. È vero, l’inflazione si sta abbassando, ma continua a rimanere sopra il target del 2% perseguito dalla Federal Reserve. A settembre questa si è ridotta al +3,7% su base annua, in linea con le aspettative degli analisti.

Ma quanto tempo sarà ancora necessario per raggiungere il tanto agognato target e, soprattutto, quale sarà l’effetto delle politiche necessarie a raggiungere l’obiettivo di inflazione?

Secondo Jared Franz, economista di Capital Group, il tanto atteso 2% di inflazione potrebbe essere raggiunto in anticipo. L’indizio principale arriva dal comparto degli affitti: solitamente gli economisti partono proprio dalle aspettative degli affitti per prevedere l’inflazione e, affiché la Fed raggiunga il suo obiettivo di inflazione, l’aumento degli affitti deve rallentare al 4%.

Nonostante questo punto sia ancora lontano, è innegabile che ci si stia avvicinando sempre di più. Se nel giungo 2022 si è raggiunto il picco del 9,1%, a settembre l’aumento dei prezzi degli affitti è già sceso al 5,9%. Zillow in realtà, società immobiliare statunitense che misura i canoni di locazione richiesti per nuovi contratti, indica un aumento ancora più lento, ovvero pari al 4,2%. Deve però essere chiaro che potrebbero essere necessari mesi prima che gli affitti più bassi possano confluire nell’Ipc, ma questo non significa che non ci troviamo già sulla strada giusta.




Ma non si tratta dell’unico segnale che l’economia statunitense si sta riprendendo: negli ultimi quattro trimestri, i dati del Bureau of Labor and Statistics degli Stati Uniti indicano che la produttività è risalita all'1,2%, mentre una misura correlata nota come costo unitario del lavoro è rallentata al 2,5%. Fattori che esercitano una pressione al ribasso sull’inflazione. E se a questo viene anche aggiunto il fatto che i prezzi delle materie prime sono tornati stabili allora, secondo l’esperto, “l’inflazione potrebbe raggiungere il 2% entro la fine del 2024, in anticipo rispetto alle previsioni della Fed che immagina l’inflazione headline toccare il 2,5% e quella core il 2,6% in quel periodo”.


Inflazione sopra il target: è possibile conviverci?

L’obiettivo del 2% è stato deciso dalla Fed e dalla Bce, ma non per questo è inamovibile, inoltre è importante ricordare che non si tratta di un obiettivo fisso, ma di una media nel tempo. Un’inflazione sempre più vicina al target avrebbe un effetto positivo sul mercato, spingendo le azioni e le obbligazioni statunitensi, infatti: “Storicamente, i rendimenti medi annui di azioni e obbligazioni sono stati positivi quando l'inflazione era compresa tra lo 0% e il 6%, con i migliori rendimenti per le azioni quando l'inflazione era compresa tra il 2% e il 3%”, sottolinea Franz. Nel dettaglio l’azionario Usa dal 1976 a oggi ha segnato performance annue di +15,1% quando l’inflazione stazionava tra il 2 e 3%, seguite dal +12% con inflazione tra lo 0 e il 2% e +9,9% con inflazione tra il 3 e il 4%.


Ci sono ancora molte domande senza risposta, che rendono complicato prevedere con precisione come e quando l’obiettivo di inflazione verrà raggiunto. Ad esempio, il nuovo conflitto tra Israele e Hamas potrebbe causare un aumento sostenuto dei prezzi dell’energia, comportando un nuovo rialzo dell’inflazione e, in questo caso, la Fed non potrebbe fare altro che mantenere tassi elevati a lungo. In ogni caso, la probabilità che la Fed cambi il suo obiettivo sembra molto bassa secondo l’esperto, infatti la banca centrale statunitense ha lavorato a lungo per guadagnare una forte credibilità e modificare il target potrebbe mirare a questa.


Equilibrio precario

Se a inizio anno si parlava di una recessione ormai imminente, ora invece questa sembra sempre più sfuggente. I risparmi accumulati durante la pandemia hanno permesso ai consumatori un sollievo, anche se temporaneo, eppure questi si stanno ora esaurendo. In risposta a questo, recentemente negli Stati Uniti vi sono stati alcuni importanti aumenti salariali, ma questo basterà per evitare una recessione? Secondo l’esperto, la spesa governativa per alcuni settori come quello industriale continuerà ad alimentare la ripresa nei prossimi cinque anni. Ciò potrebbe contribuire a tenere sotto controllo il mercato del lavoro ed evitare la recessione. Anche perché la crescita dell’occupazione continua a mantenersi solida e a sorprendere in positivo, con 336.000 posti di lavoro aggiunti a settembre. “Finché la crescita mensile dei posti di lavoro sarà superiore a 120.000 unità, l'economia continuerà a galleggiare", conclude l’esperto.

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