La rivincita degli angeli caduti: focus sull'alto rendimento

Tempo di lettura: 3'
Nonostante i rialzi dei tassi previsti dalle banche centrali per il 2022 innervosiscano alcuni investitori, il mercato high yield potrebbe beneficiare del contesto di crescita globale. Ne parliamo con Flavio Carpenzano di Capital Group
Il mercato dell'high yield potrebbe continuare a beneficiare nel 2022 del contesto di ripresa economica globale. “Le obbligazioni ad alto rendimento tendono a performare bene soprattutto durante la fase di recupero del ciclo economico”, spiega Flavio Carpenzano, Investment director per il reddito fisso di Capital Group, alla presentazione dell'Outlook 2022 tenutasi lo scorso 18 gennaio. Risanamento dei bilanci post pandemia e una duration tendenzialmente minore rispetto alle obbligazioni investment grade (Ig) sono due degli aspetti che lasciano prospettare ancora buoni risultati per il mercato high yield in una fase di aumento dei tassi di interesse.

Il contributo dei fallen angels ad un mercato di qualità


Il mercato ad alto rendimento statunitense è oggi più ampio, maggiormente diversificato e di qualità superiore rispetto al contesto pre-pandemico. Dall'inizio del 2020, l'agenzia di rating Standard & Poor's ha declassato un totale di 1496 emittenti corporate (finanziari e non) e sovrani globali rispetto a soli 697 upgrade. Ciò ha fatto sì che la qualità complessiva del credito dell'universo high yield migliorasse in modo significativo: la discesa dei cosiddetti fallen angels ha ampliato il mercato dei crediti a rating BB all'interno dell'indice high yield, mentre i crediti con rating inferiore ad esso sono andati incontro ad insolvenza (default), spiega l'esperto.
Nella fase di ripresa economica, i parametri del credito hanno iniziato a recuperare, con gli emittenti high yield impegnati a risanare i propri bilanci, anche grazie al continuo sostegno delle banche centrali e dei governi, che ha consentito alle economie globali e ai rating di iniziare a riprendersi dall'impatto della pandemia. Nel 2021, il trend downgrade vs upgrade si è invertito rispetto al 2020: secondo i dati S&P, rispettivamente 363 bocciati, contro 603 promossi.
“Le società con rating BB ora rappresentano più della metà del mercato, rispetto a circa un terzo di 20 anni fa”, aggiunge Carpenzano. “D'altra parte, le società con rating CCC costituivano quasi un quarto del mercato al culmine della crisi finanziaria nel 2008-2009, ma ora rappresentano circa il 12%. Ci troviamo a ridosso del livello più basso in quasi due decenni”. Di conseguenza, la qualità complessiva dell'indice high yield è migliorata, raggiungendo il livello di rating medio più alto almeno dal 2000.

Le prospettive per il mercato high yield


Essendo l'high yield è un'asset class sensibile alla crescita, essa dovrebbe continuare a beneficiare di un contesto di crescita globale positivo, quando i tassi di insolvenza scendono, gli spread si restringono e la volatilità tende a diminuire. Secondo i recenti dati di Fitch Ratings, il tasso di insolvenza high yield statunitense del 2021 ha chiuso al minimo storico dello 0,5%, con un volume di insolvenza basso che dovrebbe continuare fino al 2023.
In aggiunta, la minore duration del mercato delle obbligazioni high yield rispetto all'Ig può contribuire ad una minore esposizione all'aumento dei tassi d'interesse. “La correlazione storica delle obbligazioni ad alto rendimento con i tassi d'interesse è stata relativamente bassa poiché il mercato è maggiormente guidato dal rischio di credito che dal rischio di tasso d'interesse” spiega Carpenzano. “Ciò è anche legato al fatto che la duration media del mercato high yield statunitense è di circa quattro anni, rispetto ai quasi nove anni del credito Ig statunitense”. Di conseguenza, il debito ad alto rendimento è meno sensibile all'aumento dei tassi d'interesse.
Infine, l'esperto di Capital Group ricorda l'importanza per gli investitori di essere selettivi. “Le valutazioni assolute riflettono un ambiente favorevole che fornisce un rendimento alla gran parte del mercato high yield statunitense di circa il 4,5% (all'11 gennaio 2022), ma la cautela è garantita e la selettività rimane fondamentale”.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti