Quali sono i metalli industriali più richiesti per il net zero?

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
5.1.2022
Tempo di lettura: 3'
I metalli industriali rappresentano un’opportunità d’investimento fornita dalla transizione verde. Attenzione, però, ai rischi legati alle nuove tecnologie
Tra le opportunità di investimento per un futuro a zero emissioni nette, gli esperti di Capital Group hanno individuato i metalli industriali. Essi saranno necessari, infatti, per poter liberare il potenziale della tecnologia pulita. Quali? Litio, cobalto e nickel, ma anche rame e terre rare. “Tuttavia, sarà importante investire selettivamente” commentano gli esperti, “poiché esiste il rischio di una minore dipendenza da alcuni di questi e da altri materiali (ovvero il carbone) dovuta alle nuove tecnologie”.

La crescente domanda di litio per la mobilità sostenibile


Tra i metalli industriali in prima linea per una crescita futura vi è ad esempio il litio, impiegato nella produzione di batterie per i veicoli elettrici di ultima generazione. Dato il superamento della domanda rispetto all'attuale offerta, il 2021 si è chiuso con prezzi di riferimento del litio record, al 31 dicembre superiori del 429% rispetto allo stesso giorno dell'anno precedente, secondo i dati di Investing per il Lithium carbonate 99,5% min China spot. Considerato il ruolo di tale metallo nell'industria dei veicoli elettrici, chiave per l'elettrificazione della mobilità e per la decarbonizzazione, “il mercato del litio potrebbe passare da un valore di 3 miliardi di dollari nel 2020 a un valore di 40 miliardi di dollari nel 2030”, commentano Douglas Upton, Analista degli investimenti azionari e Steven Sperry, Responsabile prodotti di investimento della società.

Dal litio al rame per la realizzazione di pannelli solari


La crescita del mercato dei veicoli elettrici rappresenta un'opportunità non soltanto per i produttori automobilistici: per ottenere un'ampia diffusione degli ev, sarà infatti necessario migliorare le reti elettriche, costruire stazioni di rifornimento e favorire la sostenibilità delle filiere. Secondo i dati dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), entro il 2026 la capacità di generazione di elettricità da fonti rinnovabili potrebbe aumentare di circa il 60% rispetto ai livelli del 2020 fino a 4800 GW, l'equivalente della capacità energetica attuale derivante dai combustibili fossili e dal nucleare. In questo contesto, il rame è una materia prima chiave nella realizzazione di pannelli solari e sistemi eolici. “Se la capacità solare ed eolica dovesse crescere del 15% circa all'anno entro il 2030 e raggiungere il 25% dell'energia elettrica globale, la crescita della domanda annua di rame raggiungerebbe il 5% circa più avanti nel corso di questo decennio. E considerando le difficoltà legate alla costruzione di nuove miniere, una crescita simile causerebbe una forte scarsità di offerta”

Metalli industriali, una opportunità su cui essere selettivi


Da Capital Group, gli esperti ricordano che la domanda di metalli potrebbe creare un'opportunità per le società estrattive. È il caso ad esempio di BHP e Rio Tinto, rispettivamente la seconda e la terza società mineraria a livello mondiale, che hanno indicato pubblicamente il rame come una delle principali aree di crescita futura. A luglio 2021, inoltre, Rio Tinto ha investito oltre 2 miliardi di dollari in un progetto per la realizzazione di una nuova miniera di litio. “Vale inoltre la pena anche osservare società come Hochschild Mining, impegnate nella ricerca di alternative più pulite per produrre le terre rare” aggiungono gli esperti.
La selettività rimane, in ogni caso, importante per le scelte di portafoglio: esiste infatti il rischio che alcuni materiali possano essere sempre meno richiesti a causa delle nuove tecnologie. Un esempio? “Lo sviluppo della nuova tecnologia delle batterie per i veicoli elettrici potrebbe esporre nickel e cobalto al rischio di un progressivo abbandono e il litio a quello di un eccesso di offerta significativo, dovuto al maggiore riciclo” concludono Upton e Sperry.

 

Scopri di più sul tema Esg sul sito di Capital Group
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