Pensiamo alla ripresa: considerazioni sull'uscita dalla crisi

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
26.3.2020
Tempo di lettura: 3'
Rob Lovelace, Vicepresidente di Capital Group, delinea alcuni dei possibili scenari cui l'economia andrà incontro una volta superata l'attuale fase di crisi. Con un appunto: che siano in positivo o in negativo, molte cose cambieranno, e in maniera irreversibile
Cosa sarà delle economie dopo il coronavirus? Quanto tempo occorrerà per far sì che una ripresa globale (se ci sarà) abbia luogo? Quali cambiamenti porterà con sé la crisi? Prima di procedere, “dobbiamo fermarci un attimo e chiederci cosa sarà diverso e cosa invece tornerà ad essere come prima”.

Prima considerazione: fare come la Cina


“L'impatto di Covid-19 ci accompagnerà per un po', di certo fino al 2021, ma andrà attenuandosi col passare del tempo”. Nel frattempo, è necessario agire d'anticipo: “Quello che abbiamo imparato dalla Cina è che dobbiamo agire subito, in maniera incisiva e rigorosa. I mercati azionari cinesi sono rimasti relativamente stabili da quando la situazione è tornata sotto controllo” diversamente da quanto accaduto sui listini d'occidente.

Tra il 19 febbraio e il 19 marzo, i titoli cinesi hanno perso mediamente tra il 9 e il 12% (valori riferiti ai panieri di Shanghai e Shenzhen), contro flessioni che negli Stati Uniti e in Europa hanno toccato rispettivamente picchi medi del 29% e 36%.

Il mondo si sta dividendo in due, in base alle misure prese contro Covid-19” ha proseguito Lovelace. Da un lato i governi che agiscono tempestivamente, per i quali lo shock economico sarà comunque forte ma la fase di ripresa economica potrebbe essere più immediata; dall'altro i governi meno incisivi, dove ad un più pesante shock umanitario si legherà una più lunga crisi economica: “E' quanto sembra stia accadendo in Italia, Spagna, Regno Unito, Francia e altri paesi” ha aggiunto l'esperto.

Seconda considerazione: un miglioramento nel 2022


Se al momento è difficile stimare quali saranno concretamente gli effetti di Covid-19 sull'economia, ancor più dura è prevedere quanto l'attuale crisi durerà. “Credo che tra 24 mesi ci troveremo in una situazione migliore. In qualità di investitori di lungo termine, noi di Capital riusciamo già a vedere questo miglioramento. È solo il percorso che ci porterà fino a lì che al momento è ancora poco chiaro”.

Terza considerazione: i risvolti di settore


L'avvento di una possibile ripresa dipenderà molto da come i singoli settori economici reagiranno al rallentamento. “Le case farmaceutiche sono chiaramente le principali beneficiarie di questa situazione, soprattutto negli Stati Uniti, insieme a poche altre compagnie in tutto il mondo che lavorano su vaccini promettenti”.
“I settori dei beni di consumo di base e dei generi alimentari hanno mostrato una buona tenuta, al pari dei produttori di bevande”. Anche il mercato immobiliare “dovrebbe trarre vantaggio dall'abbassamento dei tassi, sebbene il ramo commerciale potrebbe risentire dei danni potenziali alle piccole imprese”.
L'aumento del traffico internet, l'incremento dei dati e l'uso di sistemi da remoto “è positivo per le società telefoniche e di comunicazione”. Per le utility il mercato più promettente rimane quello statunitense
Tra le dinamiche di mercato in evidenza secondo Lovelace, vi è inoltre la generale “capacità di tenuta” delle società growth di qualità, in settori quali la tecnologia e l'internet. Di contro, “i titoli value continuano a soffrire nel contesto attuale”. Ne sono esempio, petrolio e titoli finanziari.

Conclusioni: il dopo crisi e la sorpresa positiva


Per uscire da una situazione delicata come quella attuale è necessario concentrarsi su ciò che cambierà in maniera permanente. La metafora utilizzata è quella del “guardare dall'altra parte del tunnel: il viaggio sarà probabilmente accidentato, ma so che alcune aziende ne usciranno a testa alta”. Non solo: per una serie di risvolti negativi che interesseranno famiglie e compagnie (quelle di crociera, ad esempio), sui mercati interverranno altri fattori capaci di risollevare la fiducia generale, non solo a livello finanziario, ma anche umano.

Un esempio? La possibilità di un baby boom globale.

 

 

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