Non tutte le regolamentazioni vengono per nuocere: la sfida della Cina

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
31.8.2021
Tempo di lettura: 3'
La stretta alla regolamentazione attuata dal Dragone potrà favorire quei settori più in linea con gli obiettivi a lungo termine della Cina, creando interessanti opportunità di investimento
Raggiungimento dell'autosufficienza tecnologica e scientifica. Aumento del Pil pro capite a livelli paragonabili a quelli dei paesi sviluppati. Apertura del mercato finanziario agli investitori esteri. Perseguimento di politiche volte a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2030. Strategia import/export con focus tanto su sviluppo delle catene di approvvigionamento interne quanto sul supporto dei mercati di esportazione a livello mondiale. Sono queste le principali priorità economiche della Cina per il quinquennio 2021-2025 secondo gli esperti di Capital Group.

A tali obiettivi risponde la recente stretta normativa in comparti come tecnologia, educazione e mercato immobiliare messa in atto dal Dragone. “Mentre alcune società e alcuni settori saranno soggetti a una maggiore incertezza, altre aree di attività maggiormente in linea con le priorità del governo potrebbero presentare opportunità di investimento”, commentano Noriko Chen, Gestore di portafoglio azionario e membro del comitato di gestione di Capital Group, e Victor Kohn, Analista degli investimenti azionari della società.

Non tutte le regolamentazioni, dunque, vengono per nuocere. “Quest'ultimo periodo di turbolenza dei mercati evidenzia il fatto che investire in Cina comporti rischi elevati. Da quando Capital Group ha iniziato a investire in Cina circa trent'anni fa, abbiamo imparato che è possibile identificare buone opportunità d'investimento malgrado le evoluzioni regolamentari e i ribassi economici”, proseguono Noriko e Kohn. Ecco le principali cinque.

Energia verde, verso una Cina dall'aria pulita


La prima area di interesse è quella relativa all'energia verde, una “priorità” per il Dragone e un'opportunità per le società che contribuiscono ad agevolare la transizione verso l'energia più pulita, che potrebbero beneficiare di maggiori investimenti”, commentano Noriko e Kohn. “La riduzione delle emissioni di anidride carbonica è una priorità globale e la Cina sta facendo passi avanti in questa direzione”. Ne è esempio l'applicazione di politiche mirate alla diminuzione dell'utilizzo di carbone e all'aumento del ricorso al gas naturale. “La popolazione del paese sta invecchiando e l'inquinamento ha portato a un calo della fertilità negli ultimi dieci anni, rendendo l'aria pulita una priorità assoluta”, chiariscono dalla società.

Veicoli elettrici, verso un ruolo centrale della Cina a livello mondiale


Un'altra area, che si collega direttamente alla precedente, è quella dei veicoli elettrici: i produttori di veicoli elettrici cinesi possono infatti fare leva “sui costi delle batterie oltre che sulla scala di produzione”. Vantaggi resi possibili “grazie ai sussidi, al basso costo del capitale, allo sviluppo di batterie e separatori a livello nazionale e alla loro capacità di produrre su vasta scala”, continuano Noriko e Kohn. Fattori che rendono la Cina “il maggiore produttore di veicoli elettrici a livello globale”, e che la destineranno a ricoprire un “ruolo sempre più importante nel mercato globale dei veicoli elettrici”.

Innovazione medica e farmaceutica, migliorare la sanità e ridurre la dipendenza dall'export


Il terzo settore è quello dell'innovazione medica e farmaceutica, dal 2015 tema prioritario per il Paese, al fine di migliorare l'accesso alle cure mediche di qualità e ridurre la dipendenza dalle importazioni estere. “Le riforme regolamentari hanno notevolmente migliorato il quadro per le società nazionali ed estere e hanno contribuito ad avvicinare la Cina agli standard globali. Un gran numero di scienziati cinesi formati e/o impiegati negli Stati Uniti e in Europa è infatti tornato dall'estero per aiutare a creare aziende di livello mondiale impegnate nello sviluppo, nei test e nella produzione di farmaci. Ciò ha anche attirato ingenti somme di capitale”, affermano Noriko e Kohn.

Importazioni, focus sui semiconduttori


Un ulteriore settore di interesse è quello legato alla sostituzione delle importazioni, “tema fondamentale per gli sforzi della Cina nel ridurre la dipendenza da fornitori esteri”. A dire degli esperti di Capital Group, “sebbene la sostituzione delle importazioni riguardi un'ampia gamma di settori, quello dei semiconduttori ha un'importanza strategica. Il governo cinese è interessato a rafforzare le proprie capacità di progettazione e produzione di semiconduttori, soprattutto dopo che gli Stati Uniti hanno espulso il gigante delle telecomunicazioni Huawei dagli USA e spinto altri paesi a fare lo stesso”.

Software e settore informatico, nonostante la stretta normativa


L'ultima area di interesse è quella dei servizi software e informatici, ulteriori “aree d'investimento strategico per il governo. Si tratta di settori sottosviluppati e le società interessate potrebbero beneficiare di maggiori investimenti, evitando al contempo le pressioni normative che riguardano le società tecnologiche rivolte ai consumatori”, concludono Noriko e Kohn.

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