Mercati ribassisti, lezione 2: seguire i nuovi leader del ciclo

We Wealth
Valeria Panigada
11.8.2022
Tempo di lettura: 3'
Cinque consigli per affrontare al meglio l’attuale contesto turbolento e incerto dei mercati azionari. Arrivano dagli esperti di Capital Group, che insieme vantano ben 171 anni di esperienza. La seconda lezione: evitare i vincitori dell’ultimo ciclo

“Affrontare il toro per le corna”, si dice, peccato però che sui mercati il toro è scappato e si è invece risvegliato l’orso. E come gestirlo è tutta un’altra storia. Anche perché bisogna fare i conti con diverse variabili che entrano in gioco, a cominciare da quelle macroeconomiche. I segnali di rallentamento, infatti, non mancano. Basti pensare al Pil americano che nel secondo trimestre dell’anno ha registrato una contrazione dello 0,9%, facendo entrare gli Stati Uniti, ovvero la prima potenza economica mondiale, in recessione tecnica (due trimestri negativi consecutivi). Che siamo entrati in un nuovo ciclo? Sì, secondo Lisa Thompson, gestore di portafoglio azionario di Capital Group, con ben 32 anni di esperienza nel campo degli investimenti. La sua lezione quindi è: evitare i vincitori dell’ultimo ciclo. In altre parole, nuovo ciclo, nuovo portafoglio.

Con i cicli cambia anche la leadership di mercato

“Oggi – afferma - siamo all’inizio di un nuovo ciclo, che prevedo sarà caratterizzato dalla deglobalizzazione, dalla riduzione dell’offerta di lavoro e dalla decarbonizzazione, tutte condizioni che porteranno a un passaggio dall’inflazione dei prezzi degli asset a quella dei beni”. Vista la più alta inflazione durante questo periodo, meglio stare lontani da molte delle società in rapida crescita, perlopiù statunitensi, che sono state i vincitori del ciclo precedente”.

Sì perché le inversioni di tendenza sui mercati e i crolli tendono a cambiare le società leader. Lo hanno dimostrato gli eventi del passato, come la bolla tecnologica degli anni 2000 o ancora di più la crisi finanziaria del 2007, in cui è stato evidente come i settori che dominavano fino a quel momento i mercati con i rialzi più sostenuti sono stati i più penalizzati e i meno performanti nella fase post.

La leadership spesso cambia a seguito di un mercato ribassista


Fonti: Capital Group, MSCI, Refinitiv Datastream. I rendimenti indicati sono relativi al MSCI USA Index e rappresentano i rendimenti totali assoluti in dollari USA. Per la bolla tecnologica le date indicate vanno dal 31 dicembre 1996 al 31 marzo 2000 (prima del mercato ribassista) e dal 30 settembre 2002 al 30 dicembre 2005 (dopo il mercato ribassista). Per la crisi finanziaria globale le date indicate vanno dal 31 dicembre 2003 al 28 settembre 2007 (prima del mercato ribassista) e dal 31 marzo 2009 al 31 dicembre 2013 (dopo il mercato ribassista).

La rivincita dei nerd

Quindi, nel contesto attuale caratterizzato da tassi in aumento, “mi sono concentrata sulle opportunità di investimento in aziende a basso prezzo che generano un flusso di cassa solidoLa rivincita dei nerd – spiega Thompson - Penso a questo tema come a 'La rivincita dei nerd'. In genere mi tengo a distanza dai "cool kids" (giovani brillanti) dell'ultimo decennio, sfavillanti aziende di tecnologia e mezzi di comunicazione, e cerco opportunità tra gli “unpopular kids” (giovani impopolari) di quei settori colpiti dal basso costo del capitale, dalla scarsa allocazione di capitale e dalle normative sfavorevoli”.

In questo caso, l’esperta indica come esempio le principali società di telecomunicazioni in mercati come l’Europa, il Messico e il Giappone. A livello geografico, meglio evitare le società statunitensi, che hanno beneficiato maggiormente della globalizzazione e del basso costo del capitale rispetto a società simili di altri mercati.

Visti i recenti timori di una deglobalizzazione e di un aumento dell’inflazione, rivolgo la mia attenzione alle società europee e giapponesi, nonché quelle dei mercati emergenti, di cui mi occupo da decenni”, suggerisce il gestore. Tra queste, ad esempio, vengono indicate le banche commerciali e le attività di beni di consumo in Cina, ma anche in Italia, Francia, Giappone e America Latina. Ma se, anziché guardare al ciclo, si considerassero tendenze e transizioni in atto a livello globale, ecco che emergerebbero nuove argomentazioni, altrettanto valide. Alla prossima lezione.

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