La più grande tentazione per gli investitori? Fare previsioni

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
12.5.2020
Tempo di lettura: 3'
Tra le prime lezioni di una pianificazione patrimoniale di successo c'è il non lasciarsi trascinare dagli eventi. In altre parole, hanno riassunto gli esperti di Capital Group, “non cedere alla tentazione di prevedere il mercato”, una brutta abitudine che tende ad assicurare una perdita.
Ad ogni correzione di mercato corrisponde un istinto naturale che porta a considerare l'uscita dalle proprie posizioni durante le fasi di ribasso e a tornare nel mercato a ripresa iniziata. I numeri mostrano però che, quasi mai, le cose vanno come si era previsto.

Partendo dal presupposto che le correzioni di mercato sono connaturate all'investimento, quando gli investitori si accorgono che il valore dei loro investimenti vacilla, la loro avversione alle perdite li induce “a vendere in perdita e a rimanere fuori dal mercato” fino a che rientrarci non è più così conveniente. Un comportamento che può costare molto caro.

Investitori e correzioni


Secondo l'analisi condotta da Capital Group tra il 1970 e il 2019, gli investitori che in presenza di una correzione di mercato del 10, 15 o 20 per cento hanno deciso di uscire dalle proprie posizioni, hanno ottenuto perdite crescenti al passare del tempo.

Nel particolare, mediamente, un investitore fortemente avverso alle perdite che ha venduto le proprie posizioni dopo un calo di mercato del 10%, ha rinunciato rispettivamente all'11%, al 41,5% e al 73% dei rendimenti su un orizzonte temporale di uno, tre e cinque anni.

Chi ha venduto dopo un ribasso del 15%, ha registrato mancati guadagni del 5, del 29,5 e del 67,6% nei 12, 36 e 60 mesi consecutivi.

Infine, chi ha liquidato le proprie posizioni dopo un calo del mercato del 20%, si è precluso la possibilità di vedere in portafoglio rialzi dell'11, del 25 e del 53%.

"Più un investitore aspetta a riposizionarsi sul mercato" dunque, "più le conseguenze sono potenzialmente dannose”.



Fonte: Capital Group. Clicca sull'immagine per vederla ingrandita

Perché ciò accade? Secondo gli esperti di Capital Group, sebbene i mercati azionari tendano ad avere un rassicurante andamento di ripresa, le fasi di fluttuazione non permettono agli investitori di prevedere quanto durerà una determinata correzione, facendoli cedere alla tentazione di "cercare di prevedere il mercato".

In breve, se da un lato “rimanere investiti può contribuire a incrementare il valore in portafoglio”, dall'altro “storicamente gli investitori orientati al lungo periodo hanno superato meglio le flessioni del mercato”.

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