L’età d’oro dell’industria farmaceutica: dopo il covid, il cancro

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
20.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Le valutazioni del settore sanitario statunitense risultano ora attraenti rispetto a quelle dell’intero comparto azionario. Alcune società offrono opportunità interessanti, in primis quelle che sviluppano farmaci contro il cancro

Il settore sanitario potrebbe rivelarsi una opportunità di investimento capace di affrontare qualsiasi condizione atmosferica dei mercati finanziari, anche la più turbolenta. Lo afferma Alan Wilson, Portfolio manager di Capital Group. Al centro dell’attenzione mediatica nella corsa al vaccino contro il Covid-19, le società del comparto potrebbero ora essere trascurate dagli investitori, come suggeriscono le valutazioni attrattive rispetto sia all’intero mercato azionario che al loro andamento storico. 


Dal 1999 al 31 maggio 2022, infatti, il rapporto tra prezzo/utili nei prossimi 12 mesi dei titoli del settore sanitario americano e l’indice MSCI USA ha riportato una media dello 0,5%, secondo dati MSCI e Refinitiv Datastream. Dal 2008, in particolare, le azioni health care statunitensi hanno registrato valutazioni più deboli, eccezion fatta per gli anni tra il 2013-2016 e il 2019. Oggi, “alcuni leader di mercato risultano particolarmente attraenti, date le prospettive di crescita per il loro futuro” continua Wilson. “In tutto il settore, società farmaceutiche, produttori di dispositivi medici e fornitori di servizi stanno trasformando l’industria e migliorando le prospettive per i pazienti”. 




Ecco perché oggi “l’industria farmaceutica, con la scoperta di nuovi prodotti, sta vivendo un’età dell’oro che non sarebbe stata possibile senza la combinazione di un efficiente sequenziamento genetico, capacità computazionali per analizzare vasti dataset e strumenti biochimici di precisione” prosegue l’esperto di Capital Group. Un esempio di tali eccellenze? I coniugati anticorpo-farmaco (antibody-drug conjugates, ADC), ovvero la combinazione di una tossina molto potente e di un anticorpo monoclonale, che permette al sistema immunitario di individuare e colpire le cellule tumorali lasciando al contempo intatte quelle sane. Alcune società stanno cercando di partecipare a questa opportunità, tra cui pionieri dell’oncologia come la statunitense Bristol Myers Squibb, la tedesca Merck e la svizzera Roche, che stanno sviluppando gli ADC per combattere diverse tipologie di tumore. “Ovviamente, non tutti gli ADC saranno un successo, quindi la chiave per gli investitori selettivi è comprendere sia la scienza che l’opportunità di business”. A livello generale, tuttavia, il settore sembra mostrare un forte segnale, dato che “il mercato globale per questi trattamenti è previsto in crescita dai 3,18 miliardi di dollari del 2020 ai 20,01 miliardi nel 2028” conclude Wilson.

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