Oro per la raccolta, bronzo per le masse in gestione: è l'Italia Esg

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
3.3.2022
Tempo di lettura: 3'
Sono diversi i fattori che in Italia hanno spinto raccolta e masse in gestione degli asset sostenibili fino a conquistare il podio europeo. Quali tendenze per il futuro?
È “da moda a opzione di default” la frase che meglio riassume la sostenibilità nel mercato italiano nel 2021. Lo riportano i dati di BlackRock e Broadridge, secondo cui da gennaio a novembre scorso gli investimenti ambientali, sociali e di governance (Esg) hanno rappresentato “la” raccolta del nostro paese con ben +61 miliardi di euro rispetto all'anno precedente, in confronto ai -20 miliardi investiti in asset tradizionali. Numeri in crescita che, trimestre dopo trimestre e anno dopo anno, hanno portato l'Italia sul podio europeo della raccolta di investimenti Esg. Non solo flussi in entrata, tuttavia: anche le masse sostenibili in gestione posizionano il Belpaese al terzo posto a livello europeo con 421 miliardi di euro, dietro solo a Svezia e Francia, secondo dati Saleswatch e Fundfile di novembre 2021.

La normativa mette in chiaro: la narrativa non basterà più


“Sono due i fattori che hanno portato a una vera e propria consacrazione degli investimenti Esg in Italia” afferma Luca Giorgi, Head of iShares & Wealth di BlackRock Italia durante l'evento BlackRock Frequency 2022. “Il primo è la normativa: indubbiamente, l'entrata in vigore del regolamento Ue 2019/2088 della Commissione europea sull'informativa di sostenibilità dei servizi finanziari Sustainable finance disclosure regulation (o Sfdr) a marzo 2021 ha velocizzato l'adozione degli asset sostenibili, promuovendo una maggiore trasparenza sui prodotti offerti dalle case di gestione. Nonostante restino ancora alcuni timori, questi potranno trovare risposta nella normativa di secondo livello, la cui implementazione è in programma per l'inizio del 2023. Il secondo, invece, è la maggiore consapevolezza degli investitori italiani. Se prima era il mondo dell'offerta a spingere l'adozione della sostenibilità in portafoglio, ora gli investitori hanno chiaro il valore strategico e l'impatto sull'ecosistema degli asset Esg. Questa presa di coscienza andrà a responsabilizzare sempre di più anche i gestori: non basterà la narrativa, servirà la conoscenza approfondita delle metriche e delle azioni intraprese”.

Le 3 tendenze degli investimenti sostenibili nel 2022


Cosa accadrà nel 2022? Sono tre le tendenze che, secondo gli esperti di BlackRock, potranno caratterizzare il prossimo anno nel mondo della finanza sostenibile. “L'attenzione crescente alle dinamiche Esg dovrebbe aumentare la quota di investitori, consulenti e gestori che scelgono soluzioni di investimento a impatto, a prescindere dalla classe di attivo, spingendosi oltre la 'semplice' integrazione di parametri di esclusione o di screening Esg” afferma Giorgi. Dovrebbe inoltre crescere anche la personalizzazione degli investimenti, “dato che i clienti chiedono sempre più l'utilizzo di metriche specifiche, come l'allineamento con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il tasso annuo di decarbonizzazione netta o le emissioni di co2 dei portafogli. I gestori dovranno quindi adattarsi personalizzando i portafogli per articolare tali preferenze”. Infine, dopo anni di focalizzazione sul clima “gli investitori saranno sempre più interessati alla dimensione sociale dell'Esg. L'obiettivo principale è ora assicurare una transizione giusta ed equa per una società anch'essa più giusta ed equa. Il 2022 potrà essere l'anno del 'capitalismo da stakeholder', in cui le aziende punteranno a raggiungere di più del semplice profitto e prezzi delle azioni elevate, apportando un beneficio a tutti gli attori coinvolti, con le comunità non tra gli ultimi”.
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